Italia
Una persona dal cuore enorme
Il ricordo di Tommaso Novi, che a Luciano dedicò un brano
Roberta Galli
pisa. Tommaso Novi non ha dubbi: questa sera il cantante pisano, ex del duo i Gatti Mézzi, sul palco di Coltano, in occasione della prima serata del “110 Hertz Festival”, di scena alla Villa Medicea della frazione della campagna pisana, dedicherà a Luciano Malloggi, il brano “Ir Gallaccio di Riglione”, parole e musica che il duo volle scrivere per raccontare le gesta amorose di questo personaggio popolarissimo, conosciuto un po’ in tutta la città. Un omaggio che Novi ritiene doveroso, alla luce anche della lunga amicizia che da tempo aveva intessuto con Malloggi.
Novi, che ora prosegue la sua carriera da solista, dopo il “divorzio” artistico da Francesco Bottai, ha saputo della perdita di Luciano ieri mattina da un amico. «Una notizia molto brutta – afferma Tommaso – che mi ha veramente rattristato. Mi ha profondamente scosso».
Novi e Luciano Malloggi si conoscevano dal lontano 2006. Per lui Tommaso Novi aveva scritto il celebre brano “Ir Gallaccio di Riglione” che i Gatti Mézzi avevano poi portato al successo dopo numerose serate.
«Conoscemmo Luciano – racconta Novi – in occasione di un concerto, quindici anni fa, a Oratoio. In quell’occasione ci venne incontro un ragazzo e ci disse: vi devo assolutamente presentare una persona perché sono convinto che potrebbe ispirare un vostro pezzo».
In quel modo iniziò l’approfondita conoscenza tra Malloggi e il duo dei Gatti Mézzi.
«Così cominciò – ricorda sempre Novi – iniziò la nostra amicizia. Già quella sera Luciano, dopo la nostra esibizione, si unì a noi fino a notte fonda, e grazie alla sua simpatia ci travolse letteralmente raccontandoci tutta la sua vita. Ed esattamente una settimana dopo da quell’incontro, io scrissi lo storico brano dedicato a lui. Un pezzo per noi importante, parlo dei Gatti Mézzi, che ci ha permesso di fare un po’ di strada, raccontando le gesta di un personaggio conosciuto in tutta la città. Luciano è stato uno dei primi pisani che negli anni Settanta si avvicinò in palestra alla pratica del culturismo. Insomma, gli piaceva girare per la città a mostrare il suo fisico scolpito. Si racconta che facesse corso Italia tenendo in mano due borse piene pezze di mattoni, proprio per esibire i suoi bicipiti. E non lasciava sfuggire occasione per fare un apprezzamento galante ad una bella signora».
Al Gallaccio piacque moltissimo la canzone scritta dai Gatti Mézzi tanto che cominciò, ogni volta che poteva, a seguire il duo in giro in tour per la Toscana.
«Tra le tante esibizioni – conclude Tommaso Novi – ricordo con nostalgia una serata al teatro Verdi di Pisa, con il Gallaccio che ci raggiunse sul palco tutto vestito elegante con il suo gessato, poi anche a Riglione, sempre in occasione di una nostra esibizione, dove si presentò accompagnato da un amico a bordo di una fiammante Ferrari. Insomma, a lui piaceva fare ingressi di grande effetto, spettacolari, e poi rideva sempre. Che dire di lui? Luciano era una persona dal cuore enorme, buona, generosa, solare, altruista, ci mancherà, sicuramente, come mancherà a tutta la città». —
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