Il Tirreno

Pisa

Foto di “Deepnude” di una 14enne sul frigo Sanzione a un 70enne

L.R.D.
Foto di “Deepnude” di una 14enne sul frigo Sanzione a un 70enne

In aula L’EX DIRIGENTE DI UN GRUPPO STORICO PISANO  

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Pisa. Aveva una vera e propria ossessione per una ragazza di 14 anni. Lui, 70enne di Pisa e residente a Cascina, era arrivato a scaricare le sue immagini dal profilo Instagram per spogliarle (o meglio produrre un deepfake usando il suo volto su corpi di donne nude) tramite applicazioni come “Deepnude”. A Firenze l’indagine è stata portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia ed è arrivata a definizione: con il rito abbreviato, scelto dall’avvocato Massimo Parenti che difende l’uomo, è arrivata una sanzione pecuniaria di 8.600 euro per pedopornografia virtuale.

Pochi giorni fa l’uomo era stato condannato per stalking e violenza sessuale sulla ragazzina.

In pratica gli viene addebitato un comportamento ripetuto nel tempo di denudare con tecnologie web la ragazzina di cui si era infatuato e della quale aveva scaricato le immagini private da Instagram. È pedopornografia virtuale (articolo 600 quater 1) quando si realizza «materiale pornografico in cui si rappresentano immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse. Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali», recita il codice penale.

Le foto ritoccate della minorenne, all’epoca 14enne e ora 17enne, erano state trovate dalla polizia anche attaccate al frigorifero con la frase: “Ho una mente per gli affari e un corpo per il peccato”.

Fu l’ennesimo fronte per l’uomo già implicato nell’alto processo e immediatamente messo ai domiciliari, e che ha subìto come effetto collaterale alle sue disavventure giudiziarie anche la rimozione da parte del sindaco Michele Conti dal vertice di organismi deputati alle rievocazioni storiche cittadine di cui ha fatto parte a lungo. Lei si era avvicinata a un ambiente che riteneva sano e che aveva a che fare con la storia di Pisa. Non era il contesto ad avere dei lati oscuri da cui fuggire. Era quell’uomo che si era invaghito di lei. Alcuni palpeggiamenti in palestra e poi l’ossessione per oggetti sadomaso, inviati per posta alla ragazza e sequestrati anche nella sua abitazione. Ma questo è l’altro filone dell’inchiesta. —L.R.D.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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