Il Tirreno

Pisa

Addio alla professoressa Maria Antonella Galanti, una vita per la cultura

Addio alla professoressa Maria Antonella Galanti, una vita per la cultura

L’impegno nella ricerca e la spiccata sensibilità per i temi civili e le questioni che riguardavano la città Iacono: «Donna tostissima»

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PISA. Dopo una breve e implacabile malattia è morta a 66 anni la professoressa Maria Antonella Galanti, ordinaria di didattica e pedagogia speciale al dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere e da alcuni mesi responsabile scientifica del polo musicale del nuovo centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura (Cidic) dell’Università di Pisa.

Oggi dalle 9.30 alle 19 sarà aperta la camera ardente nell'aula magna storica del palazzo della Sapienza e nella stessa sede alle 17 si terrà la commemorazione con la partecipazione del coro dell'ateneo.

Nata a Volterra il 28 luglio 1954, Galanti nel corso della carriera è stata responsabile del centro di ateneo per la diffusione della pratica e della cultura musicale, prorettrice ai rapporti con il territorio tra il 2010 e il 2016 e vice direttrice del dipartimento di Filosofia tra il 2004 e il 2010. Personalità molto nota a Pisa per il suo impegno in vari campi della cultura e per la sensibilità verso i temi civili e le questioni cittadine, la professoressa Galanti cantava da diversi anni nel coro dell’università di Pisa. Così la ricorda il collega e amico collega e amico Alfonso Maurizio Iacono: «Antonella era una donna tosta, tostissima. La conoscevo dai tempi dell’università, ma soprattutto quando la militanza attiva, politica e civile permeava la nostra vita e ci buttavamo in quello che potrei definire uno sperimentalismo sociale e che segnò l’epoca iniziata con il ’68. In un’epoca ancora, tutto sommato, parruccona e conformista, Antonella amava stare dalla parte del torto. Femminista, lottava con e per le donne a tutti i livelli. L’intreccio tra ideali, politica, cultura e sapere scientifico era per lei come una seconda natura che continuò anche dopo e che si tradusse nel suo modo di vivere l’accademia». Del ricordo, di cui riportiamo solo un breve stralcio, Iacono ricorda la passione e la gioia della professoressa per il lavoro fatto con il coro dell’università. —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web