Il Tirreno

Pisa

politica: la “strana coppia” 

Trapani-Danti, dalla disobbedienza le prime mosse nel centrosinistra a Pisa

Francesco Loi
Trapani e Danti seduti sugli scalini di Palazzo Gambacorti
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Trapani e Danti seduti sugli scalini di Palazzo Gambacorti

Il capogruppo Pd e l’assessore di Volterra seduti sugli scalini del municipio contro l’ordinanza del sindaco

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PISA. La “strana coppia”. Matteo Trapani, capogruppo del Pd in consiglio comunale. E Dario Danti, assessore ora a Volterra. Il luogo: gli scalini di Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa. Entrambi seduti. Contro l’ordinanza anti-seduta riproposta dal sindaco Michele Conti. Un asse di disobbedienza che sembra proiettarsi verso un rinnovato contesto politico che già rimanda alle elezioni amministrative del 2023. Quando il centrosinistra cercherà di riprendersi la città ora nelle mani del centrodestra a trazione leghista.

Un duo a dir poco eterogeneo. Trapani, avvocato, dottore di ricerca dell’Unipi in diritto costituzionale e diritto degli enti locali, a capo dei giovani democratici prima e ora capogruppo Pd in consiglio comunale, paladino della campagna per la moschea e su altri fronti come lo sviluppo infrastrtturale. Danti, che viene da Rifondazione comunista e poi Sel, dimessosi da assessore a Pisa in seguito alla fusione tra gli aeroporti e ora in giunta a Volterra con delega alle culture, dove ha sconfitto Pisa arrivando in finale per la capitale italiana della cultura.

Si sono trovati nei primi giorni di applicazione del provvedimento anti-seduta. Danti era stato il primo a schierarsi contro non appena venne varato tra i primi atti della giunta Conti (con tanto di multa cercata e voluta per essersi seduto sugli scalini di piazza dei Cavalieri). «La motivazione dell’ordinanza è quella di tutelare il decoro urbano, come se i problemi fossero causati da chi si siede a mangiare un panino, a riposare o a bere una birra», scriveva qualche giorno fa Trapani in un comunicato, in cui aggiungeva: «Queste ordinanze e queste misure restrittive (comprese le idropulitrici o i tombini murati) non sortiscono alcun effetto sui problemi reali. Pisa nel 2020 è scivolata al 96º posto sulla sicurezza (su 107, dati del Sole 24 Ore), nonostante i proclami della Lega e del sindaco, mentre ogni giorno assistiamo a violenze in centro. Pisa non ha bisogno di restrizioni e asfissianti divieti, ha bisogno di riappropriarsi dei propri spazi liberi, di tornare a riempire le piazze di cultura, legalità, socialità e di riqualificazione urbanistica».

Un ragionamento di base su cui converge Danti e che, nell’incontro, ha portato alle prime discussioni sulla Pisa del futuro. «Dove i quartieri devono essere messi al centro, ma non solo con le opere pubbliche. Le iniziative e le attività sociali, sportive, culturali devono essere fatte nei luoghi e non solo nel centro. Questa giunta non ha progetti propri, ma rimastica idee altrui e del passato». Infine, il messaggio politico. Alle forze del centrosinistra e anche alle correnti del Pd in vista delle sfide elettorali. In pratica, giù steccati e appartenenze «se si vuole – dice Danti – riprendere la città».

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