Sicurezza
Condannato ex presidente per violenza su una minorenne
Il giudice riconosce l’ipotesi di minore gravità. Colpevole anche di stalking. Studentessa risarcita, il pensionato segue un percorso psicoterapeutico
PISA. Per la violenza sessuale è stata riconosciuta l’ipotesi di minore gravità. Lo stalking e la detenzione illegale di arma da fuoco sono rimasti come in contestazione. La sommatoria dei reati alla fine si è tradotta in una condanna in abbreviato a due anni e quattro mesi di reclusione per l’ex presidente, dimissionario dall’epoca dei fatti, di un’associazione di rievocazioni storiche cittadina (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa). L’oggetto delle sue attenzioni era stata per anni una minorenne che frequentava i corsi con altre coetanee e di cui l’uomo si era invaghito arrivando a palpeggiarla e a sommergerla di regali non richiesti, accompagnati da lettere niente affatto gradite.
Agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico dalla fine di ottobre, il pensionato 70enne ieri non era in aula. I legali hanno fornito anche documentazione che attesta un percorso psicoterapeutico seguito dall’imputato.
Il gup Pietro Murano (pm Sisto Restuccia) lo ha condannato accogliendo in parte le richieste della difesa, gli avvocati Massimo Parenti e Linda Sozzi.
La ragazzina, non ancora maggiorenne, non si è costituita parte civile dopo aver ricevuto un risarcimento da parte dell’imputato sul quale vige un accordo di riservatezza. Un gesto che ha pesato sulla rapida definizione del caso a Pisa. La storia è venuta alla luce grazie all’indagine condotta dalla squadra mobile pisana dopo la denuncia dei genitori della studentessa che con difficoltà aveva riferito in casa degli atteggiamenti sgradevoli e insistenti dell’allora presidente dell’associazione frequentata dalla minorenne.
Ai poliziotti aveva riferito di aver ricevuto dall’uomo, mentre si trovava in palestra per svolgere allenamenti, anche approcci di natura sessuale con frasi ambigue e, in alcune circostanze, pure strusciamenti, palpeggiamenti e contatti fisici.
Una volta capitò di sentirsi appoggiare una mano sul fondoschiena. Spesso di ricevere apprezzamenti ritenuti volgari e, comunque, inappropriati considerata una differenza di età di quasi mezzo secolo.
Quando gli investigatori si presentarono a casa del pensionato si erano imbattuti, oltre che in migliaia di film hard, anche in una sequenza di foto della ragazza scaricate dal suo profilo Instagram. Oltre a una pistola non denunciata. Per la difesa l’anziano si sarebbe limitato a cancellare con il programma deepfake il costume da bagno della ragazzina in una delle tante foto messe sul social. E poi con il lapis avrebbe disegnato i peli pubici per poi esibire il foglio anche sul frigorifero.
Con una calamita aveva attaccato la fotografia allo sportello del frigorifero accompagnandola con la frase: “Ho una mente per gli affari e un corpo per il peccato”.
La stessa foto recapitata alla ragazza in uno dei numerosi pacchetti anonimi spediti al suo domicilio, oltre ad altri messaggi stampati rivolti alla ragazza, nei quali l’uomo manifestava, stando a quanto ricostruito dalla polizia, «la volontà di comprare l’amore della minore proponendole in cambio delle attenzioni della ragazza denaro e vacanze all’isola d’Elba».
I familiari della ragazza sono amareggiati per l’esito di una sentenza che avrebbero auspicato più severa.
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