Gioco
Maturità con i vaccini: «Che bello quando ci siamo rivisti in classe»
Al via il colloquio unico, un grazie ai professori: «Ci hanno preparato bene e messo a nostro agio»
Pisa. Chi è fuori aspetta, con una bella bottiglia di prosecco per festeggiare, l’uscita dell’amico o della figlia. Chi esce ha invece gli occhi che sorridono e, nonostante la mascherina, l’espressione soddisfatta per aver concluso una tappa importante come la maturità. Sono cominciati ieri mattina, alle 8.30, i primi esami di stato che sanciscono la fine dell’adolescenza e il passaggio all’età adulta. Un’emozione, quella del diploma, che nemmeno un anno strano come questo, diviso tra didattica in presenza e a distanza, può cancellare. E anche negli istituti di Pisa studenti e studentesse, diversi già con la prima dose di vaccino, si sono dovuti preparare al maxi orale finale che, come l’anno scorso, ha sostituito le prove scritte. Quattro le parti del colloquio: dalla discussione dell’elaborato sulle discipline d’indirizzo fino ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro), senza dimenticare l’analisi di un brano letterario e di materiale scelto dalla commissione. Insomma, se l’esame è diverso a causa della pandemia, a non cambiare è l’ansia della famosa “notte prima degli esami”, tra chi non l’ha avvertita più di tanto e chi invece non ha «dormito per l’agitazione», come racconta Tommaso Vanni, appena uscito dall’istituto Pacinotti di via Croce. «È andata bene, in realtà pensavo fosse più difficile. I professori ci hanno messo a nostro agio».
In generale nessuno ha avuto grosse sorprese, anche perché «gli insegnanti ci hanno preparato tutto l’anno con interrogazioni che simulavano la modalità d’esame», spiega Fabio Battaglini, neodiplomato al liceo classico Galilei di Pisa. «Anche per questo non ero teso. Anche per l’elaborato sulle materie di indirizzo i professori ci hanno supportato sia per l’idea di base, sia per la scelta degli autori latini e greci. Durante l’anno», continua, «ci siamo sentiti un po’ scombussolati, soprattutto nel periodo in cui non si sapeva se da un giorno all’altro saremmo tornati a scuola. A livello di classe siamo comunque rimasti uniti e rivedersi in classe dopo un anno di didattica a distanza è stato bello». Una cosa però è mancata: la tradizionale gita di quinta. «Ne siamo stati privati, certo, ma alla fine questa è la situazione», afferma Matteo Pace, maturando del Pacinotti. «Comunque la soddisfazione della maturità è tanta». E tra le novità del 2021 c’è sicuramente la possibilità, data ai maturandi, di poter ricevere la somministrazione del vaccino prima dell’orale. «Noi abbiamo fatto il vaccino per l’esame e in classe la maggior parte dei nostri compagni ha avuto la prima dose», raccontano Virginia Macelloni e Samuele Mancini, rispettivamente la prima e il secondo dell’intera scuola ad aver sostenuto il colloquio al liceo scientifico Dini. «È stata più dura seguire le lezioni, soprattutto per matematica e fisica», continua Virginia. «Comunque è andata bene, i professori hanno tenuto tante videolezioni su Meet. A mancare di più è stato il contatto con i compagni, soprattutto in quarta. Poi almeno ci siamo goduti la fine della quinta: è stato molto bello poter fare l’ultima settimana in classe». Ma non per tutti è andata così. «Diversamente dal nostro caso – aggiunge Samuele – alcuni amici sono rimasti a casa le ultime due settimane e si sono dovuti salutare prima. Nonostante i compiti e le interrogazioni, avevamo tutti voglia di rientrare». A Pietro Gagliardi, neodiplomato del Dini, dopo l’elaborato, che conteneva «praticamente tutto il programma», è toccato un «testo di Pasolini, autore che apprezzo molto, mentre per la terza prova sono partito da inglese, connettendomi poi a tutte le materie». —
Sara Venchiarutti
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