Il Tirreno

Pisa

l’assessore 

L’obiettivo: recuperare il senso vero della Luminara

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PISA: «Purtroppo per il secondo anno consecutivo siamo stati costretti a un’edizione ridottissima della Luminara, la vera festa di Pisa. La pandemia, contrariamente alle speranze dello scorso giugno, ha imperversato anche quest’inverno e non c’erano le condizioni per portare migliaia di pisani e non sui lungarni», dice Filippo Bedini, assessore alle tradizioni della storia e dell'’identità di Pisa. «È un dolore grande per tutti e per me anche un grande rammarico – aggiunge – dover attendere un altro anno ancora per allestire una festa come l’abbiamo intesa nel programma di mandato, perché proprio la Luminara è il simbolo di una visione completamente diversa rispetto al passato. Il caratteristico raccoglimento e il silenzio stupito di fronte alla meraviglia dei palazzi vestiti a festa con le biancherie, che fanno specchiare le luci dei “lampanini” sulle acque dell’Arno, erano stati soppiantati negli ultimi 20-25 anni da confusione, fasci di luci elettriche e rumore: una specie di super “notte bianca” più che la festa del patrono. Nel 2019, unica edizione che l’attuale amministrazione ha potuto organizzare (pur scontando il noviziato), abbiamo iniziato a concretizzare la nostra idea di Luminara. Certo, la terribile moda della cosiddetta movida rende tutto molto difficile, ma alcune cosa il Comune può, deve e, nell’ultima edizione, ha provato a fare qualcosa».

«Sono radici dimenticate da recuperare, segni di un’identità e di un’appartenenza da riscoprire – dice ancora Bedini –: la Luminara di San Ranieri è prima di ogni altra cosa il modo solenne con cui la città di Pisa celebra la festa del Santo Patrono. È probabilmente uno dei momenti più significativi creati per una festa patronale, se non il più significativo in Italia e non solo. La devozione popolare assume una forma unica al mondo, di una suggestione incredibile, per celebrare una ricorrenza sacra. Festa religiosa, dunque, ma sicuramente con risvolti laici e fortemente popolari: la Luminara i pisani dai quarant’anni in sù se la ricordano come un lieto momento di incontro della comunità cittadina; una serata per passeggiare in centro con la famiglia o gli amici, prendere un gelato o un croccante e finire per affacciarsi sui lungarni ad ammirare lo spettacolo mozzafiato dei palazzi illuminati dai lampanini che si riflettono sul letto del fiume. Uno spettacolo che è talmente bello da essere entrato nel Dna di ogni pisano, che lo sente parte della propria identità, e da essere conosciuto fuori Pisa, anche se forse non ancora quanto meriterebbe».

«E il giorno dopo la solenne celebrazione in Duomo, la fiera e la chiusura con il Palio, a tifare per vogatori e montatori nella rievocazione della battaglia di Lepanto – conclude Bedini –. Con la Luminara e il Palio di San Ranieri si intrecciano la fede e la gloria di Pisa. Con l’augurio che la sera del 16 giugno 2022 potremo tornare tutti a bocca aperta a contemplare lo spettacolo della Luminara. Buon San Ranieri». —

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