Il dolore
Il cattivo sonno e i rischi di malattia che può sviluppare
pisa. Il sonno è una specie di Giano bifronte: se buono costituisce un aiuto per la vita. Se cattivo, si trasforma in un danno. È proprio questo il tema al centro del “Pisa Sleep Award 2021”, il premio-evento con cadenza biennale che dal 1994 ha sede nella città della Torre, una delle capitali europee per la ricerca e la cura delle malattie legate al sonno. Un’edizione, quella del 2021, che “recupera” la precedente e che per la prima e (si spera) ultima volta si terrà in modalità online, domani e il 17 giugno (l’evento, aperto a tutti, potrà essere seguito dal sito www.pisasleepaward2021.it). Ma anche se a distanza, parteciperanno comunque i principali studiosi del settore: da Oxford a Helsinki, Barcellona, Parigi, Berna, Friburgo, Zurigo e a città italiane come Bologna, Roma e Milano.
A fare da cornice al premio, attribuito in base ai risultati raggiunti nella ricerca, c’è l'“11 minutes of Sleep”, un simposio di un giorno e mezzo che coinvolgerà oltre cento esperti europei. E il vincitore dell’edizione 2021 è il professore Dieter Riemann, docente di psichiatria all’Università di Friburgo, «uno dei padri della teoria dell’Iperarousal nell’insonnia. Alla base vi è un’attivazione del sistema dello stress», spiega la dottoressa Enrica Bonanni, responsabile del Centro medicina del sonno dell’unità operativa di Neurologia dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. «Siamo orgogliosi – continua – di aver premiato il professore, che il 17 giugno terrà un intervento su “Sonno, insonnia e depressione”». Teorie che poi sono applicate anche nel Centro pisano di medicina del sonno e che trovano terreno fertile nei diversi istituti di ricerca cittadini che indagano il sonno e i suoi misteri.
Ma perché proprio Pisa? La risposta ha radici lontane, che rimandano almeno «agli anni Cinquanta, quando in città il neurologo Giuseppe Moruzzi portò avanti studi sperimentali in questo campo», spiega il professor Gabriele Siciliano, direttore della Neurologia dell’ospedale Santa Chiara. «Da lì è nato un filone di studio che ha portato a inserire il sonno e l’attività onirica tra i principali ambiti della clinica neurologica pisana. Fino all’ideazione del premio, nel 1994, ad opera di due colleghi universitari in concomitanza con l’European sleep award». Un evento che, sottolinea, «vuole coinvolgere la comunità pisana nel suo complesso. La data, a ridosso di San Ranieri, è un’apertura verso la popolazione e lo sfaccettato bagaglio culturale che Pisa si porta dietro da sempre». E anche un’occasione per promuovere legami internazionali su un tema così importante. «Il paziente con un cattivo sonno», aggiunge Stefano Taddei, direttore del dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’Ateneo pisano «sviluppa un rischio di malattia nettamente superiore». —
Sara Venchiarutti
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