Lutto
I pesci di fiume protagonisti nella nuova sala dell’Acquario
CALCI. Inaugurata la nuova sala dell’acquario di acqua dolce del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, il più grande d’Italia, dedicata alle acque del territorio. Con l’occasione ha riaperto al pubblico anche l’acquario del Museo dopo il periodo di chiusura necessario per gli interventi di ampliamento e ammodernamento delle vasche, resi possibili grazie al contributo della Fondazione Pisa.
All’inaugurazione sono intervenuti il professor Damiano Marchi, direttore del Museo di Storia Naturale; Massimiliano Ghimenti, sindaco di Calci; il professor Marco Gesi, prorettore per i rapporti con gli enti del territorio; la dottoressa Paola Nicolosi, referente dell’Acquario del Museo di Storia Naturale; il dottor Nicola Fortini, ittiologo e autore del “Nuovo atlante dei pesci delle acque interne italiane”; e il professor Roberto Barbuti, ex direttore del Museo di Storia Naturale al quale è stato consegnato un riconoscimento per aver fermamente creduto e voluto l’Acquario del Museo.
La nuova sala, chiamata “Le acque del territorio’’, ospita quattro vasche con pesci italiani e specie endemiche della Toscana, ovvero che vivono solo in questa zona. I pesci presenti provengono in particolare dai bacini dei fiumi Arno e Serchio (tinca, rovella, barbo etrusco, persico reale, gamberetti di fiume, vairone italiano, ghiozzo) e dalla laguna di Orbetello (nono). «Dopo i tanti disagi dovuti all’emergenza Covid stiamo tornando alla normalità con l’inaugurazione di questa nuova sala dell’Acquario del Museo – ha commentato il professor Marchi –. Sono stato nominato direttore del Museo a dicembre 2020, in piena pandemia, e questa è la mia prima inaugurazione. Con essa intendiamo dare un forte segnale di ritorno alla normalità. Ringrazio tutto il personale che si è adoperato ben oltre il dovuto per “accontentare’’ la mia richiesta di terminare il rinnovamento dell’Acquario prima dell’estate. E ringrazio la Fondazione Pisa per aver finanziato il progetto».
La scelta di dedicare una sala alle acque interne della Toscana è in linea con il forte legame del Museo con il territorio, sottolinea l’Ateneo. Un legame che è andato intrecciandosi nel tempo con un impegno sempre più marcato in termini di conservazione, salvaguardia della biodiversità e sostenibilità ambientale. —
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