La manifestazione
«Andrea è stato un bel combattente»
La mamma ricorda la malattia che aveva colpito il fumettista nel maggio 2020 e il difficile percorso di riabilitazione
Un malore serio e improvviso poco più di un anno fa. Un percorso di recupero iniziato a settembre con la voglia di ripartire e tornare a dare sfoggio di un ingegno precoce di cui i primi spettatori divertiti e orgogliosi furono i genitori. Peccato che la salute di Andrea Paggiaro non fosse cristallina come il suo talento.
I postumi dell’emorragia cerebrale che lo aveva colpito nel maggio 2020 non solo ne avevano rallentato prima e bloccato poi i progetti cui aveva rimesso mano.
Ricoverato da un paio di mesi all’ospedale Versilia per la riabilitazione, Paggiaro, universalmente conosciuto tra i cultori dei fumetti con il nome d’arte di Tuono Pettinato, domenica è passato dalla sedazione alla morte. Aveva 44 anni, una fama nazionale consolidata da tempo e accreditata da continui premi e apprezzamenti tra mostre e lezioni accademiche. A suo modo un personaggio di culto nel settore.
La notizia ieri mattina in poche ore ha iniziato a rimbalzare sui siti locali e di testate nazionali, tra fan in lutto e messaggi di cordoglio la cui caratteristica ricorrente è stata quella di salutare una persona umile, affabile e di una cultura smisurata. Gli ingredienti capaci far alzare il livello delle sue opere.
Figlio unico del professor Pierluigi Paggiaro, pneumologo dell’Aoup in pensione e della professoressa Lia Remorini, Andrea era cresciuto in un ambiente stimolante in cui era naturale coniugare conoscenza e curiosità. Ma niente sarebbe potuto accadere senza il prodigio della matita trasformato in opere d’arte in miniatura.
«Sì, era davvero un talento – lo ricorda la mamma Lia –. Fin da piccolo si vedeva che era bravissimo. Noi lo abbiamo assecondato sempre».
Nato a Pisa, diplomato al liceo Buonarroti, e ancora residente in città, prima della malattia Andrea passava gran parte del suo tempo come docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegnava fumetto umoristico, e in giro per l’Italia tra mostre e presentazioni.
«Dopo essersi ripreso l’anno scorso aveva ricominciato a lavorare – aggiunge la mamma –. Aveva preso contatto con altri fumettisti e stava progettando alcuni lavori. La situazione si è aggravata ed è stato costretto a ricoverarsi. In casa avevamo allestito una stanza per lui e avevamo già contattato uno specialista per la riabilitazione. Ma era troppo debole Andrea e non è stato possibile trasferirlo a casa. Dopo l’emorragia non si era abbattuto. Aveva voglia di ricominciare. È stato un bel combattente e invece questa volta non ce l’abbiamo fatta nemmeno a portarlo a casa».
L’ultimo saluto domani alle 15,30 nella chiesa di San Michele degli Scalzi. Poi la salma, esposta alla Pubblica Assistenza, verrà trasferita al cimitero delle Piagge per l’addio ad Andrea, ricordando per sempre l’ironia intelligente di Tuono Pettinato. —
Altro servizio a pagina 17
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