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Pisa

ambiente 

All’aeroporto militare via allo smantellamento dell’area inquinata

D.R.

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PISA. La prima fase si è chiusa venerdì scorso, quando gli operai della Thales Italia hanno ultimato gli interventi per lo smantellamento del cosiddetto “piano di riflessione”.

Dall’altroieri si è aperto il secondo step dei lavori che hanno come obiettivo la rimozione delle migliaia di tonnellate di materiali inquinanti finiti in un’area dell’aeroporto militare, dove le indagini condotte dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Firenze nell’ambito dell’inchiesta “Keu” e le successive analisi svolte da Arpat hanno accertato la presenza di un importante quantitativo di terreni inquinati.

Si tratta delle terre derivanti da un sistema di illecito smaltimento dei materiali provenienti dal trattamento dei fanghi della depurazione degli scarichi delle concerie.

Secondo quello che sono le indicazioni finora emerse, durerà almeno due mesi il cantiere allestito per smaltire i terreni contaminati da cromo totale, cromo VI e solfati, utilizzati per la costruzione dell’Ils, il sistema di aeronavigazione realizzato in un’area in uso ai militari della 46esima Brigata Aerea. L’apparato, fondamentale per l’aeroporto civile per permettere gli atterraggi in condizioni di bassa visibilità, è stato momentaneamente disattivato e lo resterà fino a quando non saranno ultimate le operazioni.

Inoltre, dopo la rimozione dei terreni contaminati, sono attese le analisi dell’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) nel sottosuolo e alle acque meteoriche accumulate per “quantificare” il livello di inquinamento e valutare l’eventuale bonifica dell’area prima dei lavori di ricostruzione e della riattivazione dell’impianto di aeronavigazione. —

D.R.

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