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Pisa

san giuliano: consiglio comunale 

Femminicidio, botta e risposta tra la Lega e il centrosinistra

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SAN GIULIANO. Botta e risposta in consiglio comunale a San Giuliano tra la Lega e la maggioranza di centrosinistra. Tutto parte da una mozione sul femminicidio. «Chi ieri ha votato contro ha una grave responsabilità politica. A San Giuliano Terme, ancora una volta, la sinistra ha scoperto il suo vero volto: pontifica e dispensa parole di solidarietà, per poi girarsi dall’altra parte al momento utile», dice la capogruppo della Lega, Ilaria Boggi. «Chi viene nel nostro Paese – aggiunge – deve integrarsi nella nostra cultura e peraltro questo è un delitto di natura religiosa come lo ha ricondotto anche la Procura. Saman è stata uccisa per non aver voluto rispettare le regole dettate dal Corano, un omicidio orribile perpetrato dal fanatismo dell’Islam radicale, di fronte al quale la maggioranza di sinistra di San Giuliano ha preferito girarsi dall’altra parte».

La maggioranza di centrosinistra racconta però un’altra storia. «Non abbiamo avuto dubbi nell’apprezzare fin da subito il testo della mozione della Lega. Abbiamo apprezzato che prendesse le distanze dalla posizione del “capitano” Salvini che ha sempre legato il femminicidio della ragazza solamente a una questione di etnia e religione. Abbiamo chiesto ai presentatori di firmarla e farla divenire una mozione unitaria del consiglio comunale», dicono gli esponenti della maggioranza (Pd, Sinistra Unita, San Giuliano Futura).

A quel punto, aggiungono, «panico nella Lega e richiesta di sospensione del consiglio. C’è stato un massacro interno al gruppo. Tripli salti carpiati all’indietro, funambolismo, arrampicamenti sugli specchi, con la Lega che rinnegava se stessa per riallinearsi al “capitano” con la proposta di un emendamento alla propria mozione: “Espressa condanna di quelle presunte dottrine che proclamano i matrimoni combinati di bambine, la violenza contro di esse, fino alla loro soppressione, affinché tutte le donne possano essere libere».

«Un emendamento inaccettabile – dice ancora la maggioranza –, riparatorio per ricalcare la linea Salvini e che conferma il fatto che la Lega utilizzi le mozioni consiliari per apporre bandierine sui dei temi che sono lontani anni luce dalla loro cultura. Un emendamento che lega la violenza di genere solo ad alcune etnie e religioni. Dispiace che si usino delle vittime di violenza come specchietti per fini politici. E qui lo scivolone finale della consigliera Boggi: “Dimenticate che l’unico senatore di colore in parlamento è della Lega”. Un’uscita inaccettabile: esprimiamo la nostra solidarietà al senatore Tony Iwobi, usato dalla consigliera come “spilletta” antirazzista senza capire che l’antirazzismo è cultura». —

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