Sicurezza
Tornano a casa gli affreschi di Gozzoli rubati nel Camposanto e venduti a Londra
Operazione dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio artistico. Pacini (Opa): «Tassello importante per il monumento»
PISA. Erano parte delle grandiose decorazioni che caratterizzano il corridoio affrescato del Camposanto monumentale. Sono diventati, uniti in una sorta di collage acquistato da un antiquario di Londra, un complemento d'arredo per impreziosire la casa di un appassionato d'arte lombardo. Dopo oltre sette decenni e probabilmente innumerevoli passaggi di proprietà, sono tornati a "casa" gli strappi di affresco tardo-medievale dell'artista Benozzo Gozzoli trafugati nel Camposanto monumentale dopo i bombardamenti del 1944 che hanno dilaniato una delle meraviglie di Piazza dei Miracoli. I tre elementi, appartenenti ai cicli pittorici “Sogno e nozze di Giacobbe” e “Storie di Esaù e Giacobbe” e all’affresco “Innocenza di Giuseppe”, sono stati rinvenuti dal nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) di Monza nell’ambito di un'indagine avviata nel 2020 finalizzata al contrasto del traffico illecito internazionale di beni archeologici. Ritrovati in ottime condizioni, sono stati restituiti ieri all’Opera della Primaziale pisana (Opa) dal maggiore Francesco Provenza, comandante del nucleo monzese del reparto speciale dell'Arma dei Carabinieri impiegato in attività a tutela del patrimonio culturale.
«Dopo il ritrovamento – spiega Provenza – abbiamo avviato le indagini per risalire alla provenienza dei beni, non presenti nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Abbiamo individuato la probabile zona di provenienza e, con il fondamentale supporto dell'Opa e della Sovrintendenza di Pisa, siamo riusciti a risalire all'esatta origine e collocazione». Trafugati probabilmente durante i lavori di ricostruzione e restauro del Camposanto, semidistrutto da una granata incendiaria statunitense che il 27 luglio 1944 colpì per errore il tetto in prossimità della Cappella Aulla provocandone l’incendio, i tre strappi di affreschi raffiguranti volti umani sono stati acquistati dall’appassionato d'arte lombardo nei primi anni Novanta da un antiquario di Londra. Nello stesso appartamento, i militari dell’Arma hanno ritrovato anche tre strappi di affreschi trafugati a Pompei, restituiti lo scorso mese al parco archeologico della cittadina campana. La Procura della Repubblica di Milano non ha rilevato alcun reato a carico del proprietario dell'abitazione, esperto ed appassionato d'arte, che attraverso una serie di documenti è riuscito a dimostrare l'acquisto sul mercato regolare dei beni sequestrati.
«Singolare – conclude Provenza – che i beni ritrovati provengono dal Camposanto dove, da un anno, è sepolto per sua volontà Deane Keller, capitano della V armata statunitense, appartenente ai “Monuments men”, che nel settembre 1944 entrò a Pisa con il compito di censire i danni subiti dai monumenti e dalle opere d’arte, tra cui il Camposanto e il Battistero. Questo è un motivo di particolare soddisfazione oltre a riportare a casa un altro importante pezzo della nostra storia». I reperti recuperati sono per Roberto Cela, direttore tecnico dell’Opa, «ricollocabili» negli affreschi del Camposanto, ma «occorre verificarne la fattibilità». «I reperti saranno affidati alla direzione lavori dell’Opa che deciderà come utilizzarli - specifica Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opa -. I risultati delle indagini condotte dal comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Monza sono motivo di grande soddisfazione per l’Opera che esprime il più sentito ringraziamento perché questo rinvenimento contribuisce a restituire un tassello importante della storia di questo straordinario monumento e ci fa comprendere quale fosse il suo originario splendore».
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