Sicurezza
Ma i contratti a termine sono ancora la maggioranza
PISA. L’indagine della Camera di Commercio di Pisa rivela alcuni aspetti essenziali della situazione economica ed occupazionale locale.
A partire dal fatto che i contratti offerti, prevalentemente a termine, segnalano ancora incertezza.
L’80% dei contratti offerti nel mese di giugno sarà infatti a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita) mentre solo nel 20% dei casi le entrate previste saranno stabili, ovvero con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato.
Nel dettaglio il 70% sarà a tempo determinato (con punte dell’83% nei servizi alla persona e del 75% nel commercio), il 16% di somministrazione (con punte del 33% nell’industria manifatturiera e nelle public utilities) mentre un altro 16% a tempo indeterminato.
Certe tipologie di lavoratori sono ancora difficili da trovare a Pisa (come nel resto d’Italia).
Permane il gap tra domanda e offerta di lavoro in provincia: nel mese di giugno, in 31 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati con punte del 53% per dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici, del 39% per operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (nella metalmeccanica si arriva addirittura a due posizioni su tre difficili da trovare) e del 50% tra gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici.
Anche a livello nazionale si assesta al 31% la quota di assunzioni per le quali le imprese dichiarano difficoltà di reperimento.
Ma quali sono i titoli che contano? Solo il 9% delle entrate previste a giugno sarà destinato a personale laureato (con punte di oltre il 50% per le professioni high-skilled), al 33% sarà chiesto un diploma, il 15% una qualifica o diploma professionale, mentre ad un 41% non sarà chiesto alcun titolo di studio. —
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