Gioco
Stazione Marconi, una svolta per brindare all’anniversario della rivoluzione mondiale
Ziello: «Il Mibact si muova prima del 13 ottobre, giorno in cui fu lanciato il segnale per illuminare il Cristo di Rio de Janeiro»
PISA. Il salto all’indietro è poderoso. È fatto di decenni. Era infatti il 12 ottobre 1931 quando Guglielmo Marconi, premio Nobel per la fisica, riuscì in un’impresa che per l’epoca sembrava impossibile: quella di inviare, dal suo ufficio a Roma e attraverso la stazione di Coltano , il segnale capace di accendere le luci della gigantesca statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, vale a dire dall’altra parte del mondo (l’occasione fu quella delle celebrazioni per i 439 anni della scoperta dell’America). Non sarebbe male che il prossimo 12 ottobre, in occasione del novantesimo anniversario da quella data storica, la Stazione Marconi potesse aver chiaro il proprio futuro cominciando a riscattarsi da un passato e un presente di degrado e abbandono, togliendosi di dosso l’appellativo di “monumento-rudere” per il quale è ormai tristemente nota, in particolare dopo i molteplici appelli anti-vergogna lanciati anche dalla principessa Elettra Marconi, la figlia di Guglielmo, finora caduti nel vuoto.
Ora ci riprova il deputato della Lega Edoardo Ziello, il quale ha deciso di bussare alla porta del ministero per i Beni e le Attività culturali. «Ho chiesto – spiega l’onorevole – che il ministero valuti la possibilità di un intervento di riqualificazione. Ci possono essere due strade: o un impegno diretto con risorse economiche statali oppure un coinvolgimento di un partner privato interessato ad associare il proprio brand, magari del settore delle tecnologie, alla stessa Stazione Marconi, culla della nascita delle telecomunicazioni moderne. Mi piacerebbe che per il sito di Coltano la svolta arrivasse prima o a ridosso del 90° anniversario del rivoluzionario segnale inviato a Rio de Janeiro».
Secondo Ziello, c’è bisogno di una sinergia istituzionale multilivello «in grado di sbloccare varie partite funzionali alla crescita della città con un coinvolgimento a tutto campo – afferma il parlamentare della Lega – delle autorità regionali e ministeriali. Come accaduto per la serie di dossier che sono riuscito recentemente a chiudere con successo. Su tutti ricordo la rotatoria di San Piero a Grado, la cui realizzazione, dopo un blocco durato anni e anni, ha dimostrato al Pd quanto i sit-in non servano a nulla per ottenere i risultati inseguiti, e la vicenda della Motorizzazione civile. Dopo un’interrogazione parlamentare, una serie di incontri a Roma e la disponibilità del sindaco Michele Conti a valutare la messa a disposizione di un immobile per la nuova sede, siamo riusciti ad evitare la soppressione dopo un iter abbastanza travagliato, a causa anche dello scoppio della pandemia».
Ora per Ziello sono tre le “partite” prioritarie. Oltre alla Stazione Marconi. «Una – dice – è sicuramente rappresentata dall’avvio definitivo dei cantieri per la realizzazione di due sottopassi nel quartiere di Putignano, per i quali le Ferrovie sono pronte e attendono soltanto che l’ufficio Patrimonio del Comune di Pisa termini le procedure di esproprio. Un’altra è invece legata all’idea di collegare il Cep e Barbaricina con una lunga pista ciclopedonale da via Fossa della Ducaria in grado di arrivare alla Cittadella, passando da lungarno Giacomo Leopardi, per la quale stiamo aspettando il parere delle istituzioni competenti. Infine, c’è quella della creazione di una grande infrastruttura per la mobilità urbana sostenibile (che potrebbe essere la tranvia dalla stazione a Cisanello, ndr) per la quale il Comune ha partecipato a un bando ministeriale su cui c’è il massimo riserbo, considerata la procedura ad evidenza pubblica. Ciò che mi rende ottimista è la grandissima quantità di risorse europee che, con il nuovo governo, abbiamo inserito nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr), dedicate proprio alla mobilità urbana». —
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