Italia
Via tra una settimana ai lavori di demolizione
Parte il cantiere per “ripulire” dai materiali inquinanti l’area che ospita l’antenna anti-nebbia dell’aeroporto
pisa. Due certezze e un punto interrogativo. Al quale sono legati il piano e i tempi d'intervento per la rimozione e lo smaltimento delle migliaia di tonnellate di materiali inquinanti finiti in un'area dell'aeroporto militare. Mezzi e operai inaugureranno nei prossimi giorni, probabilmente all'inizio della prossima settimana, il cantiere per demolire il cosiddetto “piano di riflessione”, analizzare e “ripulire” l'area che ospita il sistema di aeronavigazione realizzato nei pressi della pista dello scalo e in uso ai militari della 46esima Brigata Aerea, uno dei siti finiti al centro dell'inchiesta “Keu” coordinata dalla Dda di Firenze che ha accertato un sistema di illecito smaltimento dei materiali derivanti dal trattamento dei fanghi della depurazione degli scarichi delle concerie.
Nei giorni scorsi il ministero della Difesa ha individuato la discarica dove stoccare i materiali che saranno prelevati dal sottosuolo, secondo l'accusa alcune migliaia di tonnellate, dando il via libera ai lavori che prevedono tre fasi: lo smantellamento del piazzale dove è installato l’Ils, il sistema di atterraggio strumentale necessario per “guidare” gli aerei verso la pista in condizioni di bassa visibilità, la rimozione dei terreni che secondo gli accertamenti effettuati dall'Arpat risultano contaminati da elevate concentrazioni di cromo totale, cromo VI e solfati, e la ricostruzione dell'apparato di aeronavigazione fondamentale per assicurare anche allo scalo civile gli atterraggi degli aerei in caso di nebbia.
Secondo il cronoprogramma saranno necessari almeno due mesi per completare l'intervento. I tempi per la conclusione del cantiere sono però legati principalmente alle analisi che l'Arpat dovrà effettuare nel sottosuolo e alle eventuali acque meteoriche accumulate. Accertamenti necessari a valutare l'eventuale bonifica dell'area che, in caso di bisogno, potrebbe far slittare la ricostruzione dell'opera. La Direzione informatica, telematica e tecnologie avanzate (Teledife) del ministero della Difesa ha affidato lo scorso marzo all'azienda Thales Italia srl il piano di rimozione dei materiali. L'obiettivo è chiudere il cantiere e riattivare il sistema di aeronavigazione prima dell'inizio della stagione invernale, quando l'apparato risulterà spesso fondamentale per permettere l’atterraggio di aerei con almeno 300 metri di visibilità e prevenire l'eventuale dirottamento dei voli in altri aeroporti. —
Danilo Renzullo
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