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Pisa

truffa sventata 

Sotto attacco di sofisticati hacker

Sotto attacco di sofisticati hacker

Vittima il noto chef e imprenditore Dino Ricci (Derre srl) Dall’Africa stavano per rubargli tutti i dati sensibili

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pisa. Nella notte fra il 30 e il 31 maggio la società Derre srl del noto chef Dino Ricci, attiva in vari settori, è stata vittima di un tentativo di attacco hacker molto sofisticato. «Un mix fra ingegneria sociale e altissima tecnologia», afferma Ricci, che però non si è sottratto al duello affrontando poi l’hacker sul ring virtuale a colpi di tastiera.

Il tutto parte da una Pec inviata dall’hacker ai server certificati della società, ben formattata e dal contenuto congruente con diversi dati ufficiali della società, quali la partita Iva, il codice fiscale, la ragione sociale, ecc. «Una Pec è una e-mail certificata che, diversamente dalla classica versione, garantisce affidabilità e tracciabilità ed è usata oggi per quasi tutte le comunicazioni legali», aggiunge Ricci. L’imprenditore non ha aperto la fattura allegata al suo interno (i nuovi standard dell’Agenzia delle entrate infatti prevedono l’invio delle fatture elettroniche esclusivamente via Pec o via Codice Univoco) ma ha iniziato su di essa un processo tecnico chiamato “disassembling”, scoprendo che in realtà quello inviato era un Pdf di cortesia con annesso “Script” in linguaggio Wbs contenente un Ransomware crittografato, un sofisticatissimo marchingegno di ingegneria informatica in grado di eseguire il codice aggiuntivo in background e scaricare Malware sul sistema per prenderne il controllo e avviare la raccolta di dati privati, quali ad esempio le carte di credito, i contatti, il blocco del sistema, ecc. Il primo step attuato da Ricci è stato quello di analizzare i cosidetti “headers” della e-mail, con la sorpresa di scoprire che l’account di provenienza era stato a sua volta “hackerato” e la mail era stata inviata dai server di un importantissimo gruppo di assicurazione aderente a un’organizzazione di interesse europeo, anch’esso “hackerato” (Ricci ha avvisato immediatamente il loro manager per informarli che i loro sistemi sono stati violati). «Non rimaneva che continuare a disassemblare il Ransomware decrittografandolo e utilizzando un paio di linguaggi di programmazione – prosegue Ricci –. Ciò ha consentito di arrivare all’Ip sorgente dell’hacker (connesso via Vpn dall’Africa) e di far partire il testa a testa che lo ha visto vincitore (il server dell’hacker è stato messo infatti fuori uso)».

Evidentemente l’hacker pensava di trovarsi di fronte a un imprenditore sprovveduto ignorando il fatto che Ricci nel suo passato ha lavorato come informatico ad alti livelli nel ramo del financial technology per una importante azienda i cui clienti erano grandi banche italiane ed estere. —

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