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Pisa

Le ragazze confermano al gip: «Sì, siamo state violentate»

Le ragazze confermano al gip: «Sì, siamo state violentate»

Gli stupri a una festa a Pisa: le 15enni interrogate dal giudice  

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PISA. «Sì, siamo state violentate. Quei due sono venuti nella stanza e ci hanno messo le mani addosso e anche facendo altro».

Chiamate a dare la loro versione dei fatti, dopo un primo passaggio nei mesi scorsi in cui una consulenza le ha dichiarate capaci di rendere testimonianza, le due 15enni che accusano due maggiorenni di aver abusato di loro, ieri mattina hanno confermato le loro parole davanti al gip Donato D’Auria.

L’incidente probatorio è avvenuto alla presenza dei due indagati, difesi dall’avvocato Isabella Saba, del pm Giancarlo Dominijanni e dei legali delle due ragazze, parti offese nel procedimento, gli avvocati Maria Concetta Gugliotta e Alessio Bertola.

Le due amiche sono state sentite in camera di consiglio, a porte chiuse. Il loro racconto ha in buona sostanza ripercorso quello che venne scritto nella querela da cui tutto è partito.

L’episodio sarebbe avvenuto a ottobre nella casa di un amico dove le due studentesse avrebbero incontrato i due giovani, sui 27-28 anni, poi accusati di averle importunate e abusate.

Una festa ristretta, viste le rigidità delle prescrizioni per la ripartenza della pandemia.

L’alcol non manca e, da quello che è emerso ieri mattina nel corso dell’esame delle due ragazze, a perdere il controllo per il troppo bere sarebbero stati i due indagati e non le amiche che sarebbero state portate in una stanza e qui violentate.

I due accusati, dell’Est Europa, avrebbero scelto ognuno il suo obiettivo. Un approccio pesante, non richiesto e respinto fin dalle prime avances poi degenerate in abuso fisico.

In occasione dell’incidente probatorio è stato sentito anche un testimone presente alla festa, un conoscente dei due indagati. Le sue risposte sono apparse evasive sulla presunta responsabilità dei due amici nell’assalto sessuale contro le 15enni.

Per la difesa il contesto rilassato e senza inibizioni della festa e la parola delle ragazze contro quelle degli indagati fornirebbe un quadro diverso rispetto a quello descritto nella querela e ribadito davanti al giudice.

Con la consulenza sulla capacità di testimoniare delle minorenni e l’incidente probatorio di ieri mattina, le due studentesse non saranno più chiamate in aula nel caso in cui gli accusati dovessero essere rinviati a giudizio.

Quello che hanno riferito con le precisazioni chieste dalle parti nel corso del lungo interrogatorio diventa atto processuale a tutti gli effetti.

Nel caso di rinvio a giudizio se decideranno di chiedere i danni da parti offese potranno costituirsi parti civili. La Procura deve procedere con alcuni approfondimenti investigativi e poi avrà un quadro più chiaro per impostare l’inchiesta su una richiesta di archiviazione o di chiusura delle indagini con una successiva richiesta di processo .—

 

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