Sicurezza
Il sindaco Conti: per due anni stop alle nuove licenze
Pisa. «Stop alle nuove licenze commerciali». Un freno all'apertura di esercizi commerciali con finalità di somministrazione alimentare per tutelare le attività e i commercianti attivi da tempo e per concretizzare una nuova idea di sviluppo della città. È la proposta lanciata ieri dal sindaco Michele Conti durante la cerimonia di insediamento del nuovo presidente di Confcommercio Provincia di Pisa che prevede di bloccare per due anni il rilascio di nuove licenze commerciali per l'apertura di esercizi con finalità di somministrazione alimentare.
Una misura da applicare a determinate aree della città, in particolare nel centro storico, che sarà prossimamente oggetto di specifici tavoli con le associazioni di categoria.
«È arrivato il momento di abbandonare la deregulation dei famosi decreti Bersani del 1998 nel settore del commercio - sottolinea il primo cittadino -. Le liberalizzazioni hanno creato solo caos, togliendo ai sindaci la possibilità di normare il settore nelle città. Un disastro iniziato nel 1998 e accentuato dopo la crisi del 2008. È ora che il governo inverta la rotta anche e soprattutto a tutela dei commercianti che lavorano e che negli anni hanno fatto della loro professionalità un vanto e un motivo di crescita economica. Basta trovare nella stessa strada dieci bar in fila o dieci negozi di altro tipo. Abbiamo, tutti insieme, il dovere di difendere le tradizioni, di proteggere i commercianti seri dalla concorrenza degli avventurieri. Abbiamo in questo momento storico la possibilità di cambiare marcia e per farlo è necessario continuare ad aiutare coloro che, con fatica, hanno superato la crisi causata dalla pandemia».
«Per questo sto pensando di bloccare per due anni le licenze in città come una delle misure a tutela della rete commerciale che già esiste e che si deve rafforzare nei prossimi anni», conclude Conti ricordando gli interventi di “Riapri Pisa”. Dai contributi per le locazioni commerciali (700mila euro stanziati e riduzione del 30% degli affitti di immobili di proprietà comunale) all'azzeramento della Cosap fino allo scorso dicembre (con possibilità di aumentare del 40% la superficie di suolo pubblico per gli esercizi di somministrazione e le attività artigianali in possesso della concessione), dall'azzeramento dell'imposta di soggiorno all'abbattimento della Tari. —D.R.
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