Scuola, il grido d’allarme dei sindacati: meno alunni, ma ancora classi pollaio
Il calo demografico si sente, anche se alle superiori ci saranno in provincia 338 studenti in più: «Organico non adeguato»
PISA. Diminuiscono gli studenti, aumentano le classi pollaio. Una contraddizione destinata a caratterizzare l'anno scolastico 2021/2022 in provincia di Pisa dove, secondo le previsioni, l'aumento di iscrizioni nelle scuole secondarie di secondo grado e la formazione di sole sei classi in più determinerà una maggiore concentrazione di studenti nei già risicati spazi a disposizione degli istituti, contravvenendo anche al cosiddetto “patto per la scuola”, recentemente firmato tra le organizzazioni sindacali e il governo, che prevede il superamento del fenomeno delle classi pollaio.
Al suono della campanella che il prossimo settembre inaugurerà il nuovo anno scolastico, saranno quasi 400 in meno rispetto al 2020/2021 gli alunni pronti a varcare le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Pisa.
Ad aumentare sarà invece il personale precario, docente e tecnico-amministrativo, chiamato ancora una volta ad affiancare gli organici di ruolo per garantire lo svolgimento delle lezioni e il funzionamento dei plessi scolastici. Saranno in particolare le scuole primarie ad andare incontro ad un crollo di nuovi iscritti: almeno seicento banchi, secondo le previsioni, resteranno vuoti. Un calo che non sarà bilanciato dall'incremento dei nuovi studenti (oltre 330) che frequenteranno le scuole superiori provinciali, alimentando in assenza di un aumento delle cattedre e delle classi a disposizione, il fenomeno del sovraffollamento in aula.
In totale, gli istituti scolastici della provincia di Pisa andranno incontro ad una presenza di studenti dimagrita di 393 unità rispetto all'anno scolastico in corso. Le scuole primarie, in particolare, vedranno l'ingresso di 3.207 iscritti, nelle scuole secondarie di primo grado entreranno invece 3.840 nuovi studenti, mentre le prime classi delle scuole secondarie di secondo grado vedranno la presenza di 3.573 nuovi studenti.
Per effetto del calo dei nuovi iscritti, nelle scuole dell'infanzia si prevede una diminuzione di 73 piccoli alunni rispetto all'anno scolastico in corso.
Nelle scuole primarie, la popolazione scolastica si ridurrà invece di 600 studenti, mentre negli istituti secondari di primo grado il calo toccherà quota 58. Ad aumentare saranno, come detto, solo i nuovi iscritti nelle scuole secondarie di secondo grado. Un più 338 studenti rispetto all'anno scolastico 2020/2021 che, per effetto di un risicato incremento delle cattedre autorizzate e dell'assenza di spazi adeguati a disposizione degli istituti scolastici, è destinato ad alimentare ulteriormente il cosiddetto fenomeno delle classi pollaio.
A fronte di una diminuzione della popolazione scolastica, la proposta di organici prevede un totale di 4.322 cattedre autorizzate sul cosiddetto posto comune, 353 posti di potenziamento e 601 cattedre di sostegno (a queste si aggiungono ulteriori 44 posti di potenziamento).
In totale, saranno solo sette le cattedre autorizzate in più rispetto all'anno scolastico 2020/2021 nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Pisa.
Un numero esiguo e valutato insufficiente dalle organizzazioni sindacali soprattutto per far fronte alle nuove esigenze del sistema scolastico (anche quelle dettate dall'emergenza sanitaria e dalle regole imposte per prevenire eventuali contagi da Covid-19).
Nonostante le promesse e le linee guida contenute nel “patto per la scuola”, che impegna il governo a lavorare anche per il superamento del precariato, sarà ancora il personale supplente a garantire il regolare svolgimento delle lezioni. Sui circa seimila docenti impiegati nelle scuole del territorio pisano, almeno il 40 per cento sarà secondo le organizzazioni sindacali precario con centinaia di supplenti chiamati a coprire cattedre rimaste vacanti e a far fronte alle esigenze delle singole scuole.
«Siamo preoccupati - sottolinea Pasquale Cuomo, segretario generale della Flc-Cgil della Toscana - perché ancora una volta l'organico docente e quello tecnico-amministrativo non sarà adeguato alle esigenze del sistema scolastico. Con il decreto sostegni bis si introducono inoltre regole punitive per i precari storici, mentre non conosciamo ancora le nuove regole per lo svolgimento dei concorsi perché si devono ancora aprire i tavoli tecnici».
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