Sicurezza
Nuova rotatoria a Montacchiello, Cascina stoppa Pisa: è penalizzante
Frena l’iter per la costruzione della rotonda sull’Emilia arrivata già al progetto esecutivo (1,2 milioni): «Serve un braccetto a servizio della zona di Titignano, altrimenti non possiamo dare parere positivo»
PISA. Cascina non ci sta. «Troppo penalizzante per la viabilità nel nostro territorio». Frena l’iter per la realizzazione della nuova rotatoria sull’Emilia all’incrocio per Montacchiello già arrivato alla fase esecutiva (per un costo di oltre 1,2 milioni di euro) e con l’apertura ormai prossima, così almeno sembrava, del cantiere. La soluzione proposta dal Comune di Pisa, attraverso la partecipata Pisamo, è stata stoppata dall’amministrazione cascinese. «Quel progetto creerebbe troppe problematiche a chi attraversa il nostro territorio, in particolare i residenti di Titignano», conferma il vicesindaco, con delega alla viabilità, Cristiano Masi.
Il progetto originario
Il confronto è cominciato alcuni mesi fa. Nel novembre scorso il Comune di Pisa aveva inviato a Cascina il progetto esecutivo della nuova rotatoria all’incrocio tra la 206 Emilia e via del Fagiano in località Montacchiello per indire la conferenza di servizi. La rotonda è considerata quantomai necessaria, al posto degli attuali semafori, per snellire il traffico sull’Emilia e quello per l’area produttiva di Montacchiello in continua espansione (ricordando lo sbarco di Amazon), con flussi particolarmente intensi in alcune fasce orarie della giornata. Il disegno originario prevedeva, tra l’altro, l’immissione diretta di via di Titignano nella rotatoria, uno degli aspetti seguiti con più attenzione dall’amministrazione cascinese.
Il nuovo disegno
Quel progetto però è saltato. Nello scorso gennaio Pisamo ha comunicato al Comune di Cascina che, per problemi sorti con il Genio Civile, è stata costretta a rivedere la localizzazione della nuova rotatoria, spostandola più a nord, dunque più verso la città, interessando esclusivamente i terreni del territorio del comune di Pisa. A cambiare è anche (e soprattutto dal punto di vista di Cascina) che sarebbe impedita la svolta a sinistra dall’Emilia su via di Titignano per le provenienze da Pisa, deviate su via Maggiore di Oratoio. Cascina si è dichiarata subito contraria «in considerazione – si legge negli atti – della penalizzazione della circolazione per i cittadini del comune di Cascina». Pisamo a quel punto si è detta comunque disposta ad assumersi l’onere della realizzazione di un raccordo diretto tra la rotatoria e via di Titignano per risolvere la questione e riuscire a portare a compimento l’iter progettuale.
I dubbi
Nel marzo scorso altra puntata di questa vicenda con una nuova convocazione della conferenza dei servizi da parte del Comune di Pisa. Nel progetto rivisto viene confermato lo spostamento dell’incrocio verso nord «determinando l’impossibilità, per chi proviene da Pisa, di immettersi direttamente in via di Titignano, accesso impedito dall’installazione di ostacoli fisici al centro della carreggiata», ovvero uno spartitraffico. La stessa soluzione progettuale accenna a un braccetto di collegamento diretto tra la rotatoria di nuova costruzione e via di Titignano, «senza però una concreta valutazione della fattibilità urbanistica, ambientale e strutturale dell’opera e senza la quantificazione precisa dell’intervento», sottolineano gli uffici cascinesi.
Le tre condizioni
Di fronte alla nuova situazione, la giunta di Cascina ha espresso parere favorevole «con esclusivo riferimento al progetto della nuova rotatoria completo del raccordo diretto con via di Titignano». Ma è pronta a trasformare il parere in negativo se non si dovessero concretizzare tre condizioni che ha posto a Pisa. La prima è che «il Comune di Cascina sia tenuto indenne da tutte le spese necessarie per la realizzazione del raccordo diretto di via di Titignano con la rotatoria di nuova realizzazione compresi gli oneri di acquisizione delle aree» (l’importo dei soli lavori ammonta a 215mila euro). Seconda condizione è che «siano definite le problematiche relative alla variante urbanistica necessaria per rendere gli interventi coerenti con gli strumenti urbanistici del Comune di Cascina anche in considerazione delle previsioni del Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica per l’ampliamento della zona produttiva di Ospedaletto ubicata a cavallo del confine territoriale tra i comuni di Cascina e Pisa». Terza considerazione: la sottoscrizione di «un accordo/protocollo che fissi, in maniera precisa, i rapporti tra il Comune di Cascina e il Comune di Pisa per garantire il rispetto dei precedenti punti». Se in sede di conferenza dei servizi «non dovesse essere accolta anche una sola delle tre precedenti condizioni – specifica la giunta cascinese – il parere è da intendersi negativo».
L’attesa
«Si tratta di condizioni – dice ancora il vicesindaco Masi – a tutela del nostro territorio. Non possiamo penalizzare la realtà di Titignano, rispetto alla quale è già non ottimale l’accesso della Toscoromagnola: un altro ostacolo sul versante dell’Emilia non sarebbe giusto. Ma pensiamo anche agli spazi di manovra che potrebbero venir meno per i numerosi mezzi agricoli che operano nella zona. Quel braccetto è necessario. Aspettiamo ancora risposte da Pisa».
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