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Pisa

critiche alla regione 

Ente Parco, un’altra proroga È polemica sulle nomine

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PISA. Ulteriore proroga, un po’ a sorpresa, per gli organi di vertice dell’Ente Parco. «Fino al termine dello stato di emergenza», scrive la Regione. La precedente proroga scadeva il 31 maggio, con questo atto il confine si sposta a fine luglio. Sorprende la proroga perché arriva insieme all’approvazione del consiglio direttivo e quando il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha ormai deciso di nominare Lorenzo Bani come nuovo presidente al posto di Giovanni Maffei Cardellini.

Sugli assetti dell’Ente Parco non si fermano le polemiche. «La legge regionale n. 30 del 19 marzo 2015 a cui la proposta di nomina si richiama prevede il possesso “di comprovate e specifiche competenze in materia di tutela naturalistica e di gestione amministrativa per i tre membri designati dalla Comunità del Parco”, che in realtà sono un archeologo, un geometra e una geologa», la critica che arriva dalle consigliere regionali del M5S Irene Galletti (capogruppo) e Silvia Noferi.

Un altro consigliere regionale, Diego Petrucci di Fratelli d’Italia, rivolge invece «gli auguri di buon lavoro al nuovo consiglio direttivo del Parco, in particolar modo a Livia Paola Nuvoli per il consiglio del Parco e a Fabrizio Grossi per quello della Tenuta. Ci sarà tanto da lavorare soprattutto nell’ottica di valorizzare l’enorme patrimonio naturalistico e imprenditoriale, tutelando i posti di lavoro presenti. Invito a compiere nelle prossime settimane una ricognizione importante degli immobili del Parco e verificare – conclude Petrucci – i trattamenti riconosciuti ai dipendenti, coloro che hanno gli alloggi di servizio».

Critico verso la scelta di Bani come presidente è Tommaso Luzzati, docente di Economia all’Università di Pisa e promotore dell’appello “Per una Toscana competente”. «Nonostante i numerosi appelli venuti dalla società civile – scrive Luzzati – il presidente Giani ha scelto il presidente del Parco secondo le logiche del compromesso proprie della vecchia politica. Ha per di più scelto un uomo, nonostante eccellenti candidature al femminile. Pur con tutta la stima verso il nuovo presidente, non sembra che questi abbia nel proprio ricco bagaglio di conoscenze, anche quelle necessarie per guidare un’area protetta. E se invece le avesse? E le candidate donne non erano altrettanto competenti? Ai comuni cittadini non è concesso di saperlo, le istituzioni non hanno pubblicato i curricula dei candidati. La Regione ha ignorato la richiesta di oltre mille cittadini che due mesi fa ne hanno chiesto la pubblicazione in nome della trasparenza, uno dei fondamenti della democrazia». —

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