Gioco
Ripartenza al rallentatore per gli alberghi, solo qualche presenza di italiani
Pochissimi i visitatori stranieri, la vera ripresa è infatti legata al ritorno della normale operatività dell’aeroporto di Pisa
PISA. Una ripartenza lenta. Lentissima. La stagione estiva è alle porte, ma le tante incognite ancora legate alla pandemia frenano gli arrivi a Pisa. Pochissimi i turisti stranieri che hanno deciso di soggiornare in città in quest’ultimo mese, a dimostrazione che, nonostante i vaccini, la paura ostacola ancora la voglia di viaggiare. È stato un aprile molto piatto per la maggior parte degli albergatori pisani, sul quale ha pesato anche il coprifuoco alle 22, e anche il mese di maggio in corso non sta regalando emozioni, anche se all’orizzonte si intravedono timidi segnali di ripresa che farebbero pensare ad una vera e propria ripartenza da collocare nel mese di luglio. Piccoli passi verso un ritorno alla normalità che di questi tempi rassicurano titolari e dipendenti di un settore che ha pagato, e sta pagando, un prezzo altissimo a causa di una pandemia senza precedenti. E così si prova a guardare avanti, in attesa di tempi migliori, ma soprattutto di poter tornare a respirare quell’aria fatta di normalità. Al momento, però, bisogna accontentarsi di un turismo locale, mordi e fuggi, che sceglie Pisa per soggiornare nel fine settimana e visitare poi i monumenti cittadini ancora non presi d'assalto.
«Abbiamo ripreso a lavorare, ma molto lentamente», così Marzio Benedetti, titolare del Grand Hotel Duomo, nella centralissima via Santa Maria a pochi passi da piazza dei Miracoli. L’hotel in questi mesi molto duri è rimasto aperto e ha sfidato la pandemia. «Sinceramente – continua Benedetti – speravamo in una ripresa più veloce, ma visti i tempi ci dobbiamo accontentare. Di turisti stranieri ne abbiamo visti pochissimi in queste settimane di riapertura, e l'albergo si riempie soprattutto nel fine settimana con connazionali che approfittano della possibilità di poter viaggiare tra regioni per godersi una bella giornata all'ombra della Torre. Speriamo nei prossimi mesi, i segnali ci sono, abbiamo diverse richieste per luglio e agosto, ma naturalmente tutto dipende dell'andamento della pandemia».
Parla di un timido segnale di presa anche Federico Fantinato del Grand Hotel Bonanno. «Abbiamo passato – spiega Fantinato – mesi non semplici, come tutti del resto nel nostro settore, ma pian piano assistiamo a un cambio di rotta. Abbiamo prenotazioni per luglio e agosto, tedeschi e francesi, e questo ci fa ben sperare. In fondo bisogna essere anche un po’ ottimisti».
Pure per l'Hotel Bologna in via Mazzini è tempo di guardare avanti. L'albergo ha riaperto i battenti da pochi giorni. «È difficile al momento fare previsioni – spiega Filippo Galli – però qualcosa si sta muovendo. Abbiamo ripreso a lavorare, la domanda attualmente è tutta italiana, tra turisti locali del fine settimana e lavoratori, però non mancano le richieste di informazioni dall'estero per questa estate e questo è un segnale da non sottovalutare».
Andrea Romanelli dell'Hotel La Pace e presidente di Federalberghi Pisa parla di una situazione fluida. «In città – spiega Romanelli – ci sono alberghi che ancora non hanno aperto, alcuni che sono operativi solo a fronte di prenotazioni. Un quadro complesso, per questo penso che si debba ancora attendere qualche mese per parlare di ripartenza vera e propria, quando l'aeroporto di Pisa tornerà operativo e su questo fronte sarebbe utile per tutti istituire un tavolo per conoscere le tempistiche».
Sulla stessa lunghezza d’onda Nicola Piegaja dell’Hotel Victoria. «Operiamo senza una programmazione – spiega Piegaja –. Le prenotazioni avvengono dall’oggi al domani e soprattutto nel fine settimana. Una piccola luce comunque si è accesa: l’altro giorno ho salutato in francese un cliente e per me è stata un’emozione forte, nella consapevolezza comunque che la strada da percorrere per una vera e propria ripartenza è lunga e gli alberghi lavorano ancora a prezzi molto scontati». —
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