La manifestazione
«Esigenze diverse dei quartieri, riduzione sbagliata»
«Dopo quasi tre anni di questa amministrazione non vi è stata alcuna forma di incentivo alla partecipazione democratica. Si torna a parlare di nuovi organismi, che superino i Ctp, con un ritardo spaventoso», dicono i consiglieri comunali del Pd, Marco Biondi e Benedetta Di Gaddo. «Fa sorridere – aggiungono – la modifica al programma di mandato: in un primo momento la maggioranza ha espresso un giudizio assolutamente negativo dei Ctp, inoltre si porta avanti la scellerata idea di ridurre il numero degli organismi, senza contare che Pisa ha un territorio ampio e disomogeneo, come se, ad esempio, le problematiche del quartiere di San Martino fossero uguali a quelle di Porta a Mare, o se il Cep avesse le stesse tematiche di Santa Maria. Sembra evidente che l’intento di questa maggioranza sia di ridurne il numero per avere un controllo su queste nuove forme, come se la partecipazione non debba avere idee in contrasto con l’attuale linea di palazzo Gambacorti. Si decide di ridurre il numero per togliere le voci fuori dal coro, per una partecipazione che non deve essere imparziale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google