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L’idea: quattro totali, uno del centro storico

L’idea: quattro totali, uno del centro storico

Maurizio Nerini (Fdi-Pnc): proponiamo tredici componenti per ogni organismo con alcune presidenze alle minoranze

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PISA. «Noi chiusure sui Ctp, i Consigli territoriali di partecipazione, e vecchie circoscrizioni affossate dal governo Prodi, non ne abbiamo mai avute, anzi. Vengo da un Ctp, quello de litorale, forse il più strutturato, anche perché a guida centrodestra almeno per la prima volta. Virginia Mancini, ex presidente del Ctp 1, per esperienza personale ci dice che i Ctp li fanno le persone che ci sono dentro. Per noi si potevano fare tutti i Ctp che volevamo, non ci sono problemi. C’è la necessità di lavorare in commissione se si vuole fare una cosa seria», è la posizione di Maurizio Nerini, capogruppo di Fratelli d’Italia-Pisa nel cuore in consiglio comunale.

«Certo è che i nuovi Ctp – aggiunge – non devono essere le brutte copie dei vecchi, dobbiamo fare meglio. Alcuni erano solo casse di risonanza del palazzo, noi siamo diversi e voglio dire migliori. Noi pensiamo che si possono fare, addirittura andando oltre, quattro Ctp della città: Pisa Nord, Pisa Sud, Litorale e quello a cui teniamo di più (ricordo un vecchio odg nostro) quello del Centro storico. Così da avere per i problemi, idee e soluzioni omogenee. Per noi serve una riduzione rispetto ai 20 partecipanti con organismi più snelli, visto che dati alla mano c’era sempre la difficoltà di raggiungere il numero legale nei vecchi Ctp. Penso che 13 componenti sia il numero giusto, calibrando con premi di maggioranza, ma se ne può parlare, ricordando che sarebbero semmai organi volontari. Ragioniamo sulla composizione anche con i comitati, i comitati possono aiutare, ma sono limitati territorialmente e magari legati a richieste specifiche. Ma per noi è la politica che deve sempre guidare, il presidente deve essere un riferimento. La sana politica che molti combattono scioccamente non possono essere assemblee elettive, i partiti li devono governare. Si potrebbe addirittura dare alcune presidenze alle minoranze, lo fece anche Filippeschi».

«Ragioniamo anche sul bilancio partecipato, che non era partecipato ma nemmeno un bilancio, ma una forma di mancetta per spuntare una lista di danni da riparare – dice ancora Nerini –. Sul litorale, per esempio, la lista si sta assottigliando con tutto quello di buono che è stato fatto. La comunicazione poi, se dal basso funzionava, nei Ctp era dall’alto che proprio non andava. Noi abbiamo persone sul territorio da responsabilizzare, siamo pronti». —

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