La manifestazione
Scomparsi nel nulla, fenomeno in aumento
Il prefetto di Pisa: «Decisivo denunciare subito e scaricare la nuova app “Where ARE U”
PISA. Si è risolto purtroppo tragicamente uno degli ultimi casi di persone scomparse nel territorio provinciale di Pisa. La ventinovenne di origine ucraina Khrystyna Novak era sparita nel nulla dal 2 novembre scorso dalla sua casa di Corte Nardi a Orentano (nel comune di Castelfranco di Sotto) ed è con ogni probabilità a quella data che risalgono la morte (per omicidio) e la conseguente sparizione del cadavere, ritrovato quasi sette mesi dopo in un cascinale abbandonato a circa due chilometri dall’abitazione.
Novak era una delle tante emergenze che esplodono spesso a Pisa e provincia. Il fenomeno degli scomparsi continua infatti ad avere numeri allarmanti e già in questi ultimi anni ha richiesto lo sviluppo di strategie di intervento sempre più basate su un approccio corale e sinergico, che vede la cooperazione attiva di attori sia pubblici che privati. Proprio ultimamente il prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo ha deciso di ridefinire con maggiore chiarezza il “Piano di ricerca delle persone scomparse”, che coordina e mette a fuoco le procedure che tutti gli enti coinvolti sono chiamati ad avviare al verificarsi di una sparizione. Nella nuova redazione del Piano il prefetto ha fatto confluire le recenti indicazioni del commissario straordinario del governo per le persone scomparse e le buone prassi maturate sul territorio nel corso degli anni. Il documento è stato redatto con la collaborazione della Provincia di Pisa, del Comune di Pisa, delle forze di polizia, del comando dei vigili del fuoco di Pisa e delle associazioni che, a vario titolo, sono in grado di garantire un supporto nel ritrovamento di una persona scomparsa.
Dottor Castaldo, con quanta frequenza si verificano i casi di scomparsa nel pisano?
«Purtroppo, i casi di scomparsa sono piuttosto frequenti. Nell’ultimo triennio, ci attestiamo su una media annuale di circa 40 casi, compensati da una percentuale di ritrovamento di circa il 97%. Questo dato, se da un lato evidenzia l’efficacia delle strategie e azioni messe in campo, dall’altro ci impone il mantenimento di un livello di attenzione molto elevato rispetto a un fenomeno che, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, ha continuato a registrare un trend costante».
Che ruolo riveste il prefetto in questa attività?
«Il prefetto riceve la denuncia di scomparsa dalle forze di polizia e attiva il Piano di ricerca svolgendo una funzione di coordinamento generale. Nei casi che rivestono particolare complessità, in prefettura viene attivata un’apposita cabina di regia con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti nelle ricerche, che ha il compito di elaborare le strategie di intervento più opportune in relazione al caso concreto».
Quali sono le risorse messe in campo?
«Le attività di ricerca vengono svolte da addetti dotati di competenze, mezzi e strumenti eterogenei. Questa diversità consente di poter agire in tutte le circostanze, adoperando le risorse maggiormente compatibili al tipo di scenario che si ha di fronte. Le battute di ricerca sono compiute con l’impiego di tutte le risorse umane e strumentali necessarie, quali sommozzatori, elicotteri, unità cinofile, eccetera. Il progresso tecnologico ha sicuramente potenziato il bagaglio dei mezzi a disposizione, potendo contare sull’utilizzo di apparecchiature estremamente sofisticate, come i droni o i dispositivi di geolocalizzazione».
Nel caso in cui la scomparsa è collegata a un’ipotesi di reato in che modo vengono orientate le ricerche?
«In questi casi, come recentemente accaduto per la vicenda di Khrystyna Novak conclusasi tragicamente con il rinvenimento del cadavere, si procede in stretto raccordo con l’autorità giudiziaria allo scopo di garantire la segretezza e il riserbo investigativo. In ogni caso, le operazioni di ricerca si orientano sulla base degli elementi conoscitivi disponibili e con la messa in atto delle strategie di intervento e l’impiego delle risorse previste dal Piano di ricerca».
Le caratteristiche della persona scomparsa come incidono sulle attività messe in campo?
«Di fronte alla scomparsa di una persona si tiene conto di tutti quegli elementi peculiari che contribuiscono a delinearne il profilo, quali l’età, il sesso, la condizione psichica, le abitudini, eccetera. Attraverso l’accurata ricostruzione delle caratteristiche dello scomparso è possibile orientare con maggiore precisione le attività di ricerca, anche coinvolgendo le associazioni attive sul territorio».
Cosa può incidere positivamente sulle attività di ricerca?
«Sicuramente la tempestività nella presentazione della denuncia. Troppo spesso ci troviamo a fronteggiare casi in cui la denuncia di scomparsa viene presentata in ritardo alle forze di polizia, anche a distanza di giorni dalla sparizione della persona. Questo determina non solo una diminuzione delle chance di successo, ma incide anche sull’impiego delle risorse. Ad esempio, il lavoro dei cani molecolari, addestrati a fiutare anche le più piccole particelle di odori, con il passare del tempo dal momento della scomparsa diventa progressivamente meno efficace. Di conseguenza è essenziale che la denuncia venga presentata immediatamente alle forze dell’ordine che attivano subito le ricerche. Il progresso tecnologico, poi, consente allo stesso cittadino in stato di pericolo di rendersi parte attiva nelle ricerche indirizzando i soccorritori. Scaricando sul proprio smartphone l’App “Where ARE U”, collegata al servizio del numero unico europeo 112, è possibile effettuare una chiamata di emergenza con l’invio automatico dei dati relativi alla localizzazione del chiamante».
In queste vicende gli organi di informazione possono dare un contributo?
«Fortunatamente, nel corso della mia esperienza a Pisa ho riscontrato una grande sensibilità degli organi di informazione a questo fenomeno. Dal punto di vista operativo, il Piano di ricerca prevede il diretto coinvolgimento dei mass media, nel rispetto della volontà dei familiari e della privacy della persona scomparsa. La diffusione delle foto dello scomparso può facilitare l’acquisizione di segnalazioni di avvistamento da parte dei cittadini, aumentando le chance di un celere ritrovamento». —
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