La manifestazione
Nell’ultimo triennio sono 121 le emergenze affrontate
Dal 1974 ad oggi in Toscana a 45 (8 a Pisa) corpi non è stato possibile ancora dare un nome
pisa. Nell’ultimo triennio sono ben 121 i casi di persone scomparse che sono stati affrontati in provincia di Pisa. Erano 45 nel 2019, sono calati nel corso del 2020, complici anche le numerose restrizioni negli spostamenti dovute alle normative anti-contagio legate alla pandemia, e sono riprese a salire nel 2021.
Negli ultimi quattro decenni sono più di mille le persone scomparse nel nulla in provincia di Pisa. Più di un terzo minori, inghiottiti nel buio da un giorno all’altro. Di questi, molti, grazie a una maggiore capacità di intervento e di indagine delle forze dell’ordine, vengono ritrovati nel giro di poche ore e tornano nelle loro famiglie. Altri casi finiscono in tragedia: i corpi vengono ritrovati dopo settimane, mesi. In alcuni casi addirittura anni. Tutti hanno un epilogo certo. Un lieto fine o un finale drammatico.
Ci sono, però, storie i cui destini sono ancora avvolti nel mistero. Dal 1974 ad oggi (dato aggiornato al 30 giugno scorso) le denunce di persone scomparse presentate in provincia di Pisa sono 954. Di questi 339 riguardano minori. Dopo Firenze è il dato più alto di denunce registrato per gli under 18 in tutta la Toscana. In linea con i dati nazionali, di queste 1.000 persone non si hanno più notizie nel 25% dei casi. Non solo, oltre ai casi irrisolti di persone svanite nel nulla c’è un altro dato che vede un fenomeno descritto nell’ultima relazione dal commissario straordinario del governo per le persone scomparse come “di dimensioni rilevanti, con trend in crescita”. Quello relativo ai cadaveri ritrovati e non ancora riconosciuti. Corpi senza un’identità. In Toscana ce ne sono in totale 45 e di questi 8, quasi uno su cinque, sono stati ritrovati in provincia di Pisa.
Dietro ai freddi numeri, però, ci sono drammi familiari. Storie di disagio, di forte stress, di fughe volontarie che si trasformano in tragedie. O storie senza fine. E che hanno proprio a Pisa uno dei centri nei quali questi drammi hanno il loro epilogo o il loro sviluppo più importante. Snodi dai quali gli investigatori provano a risalire a ritroso per far sì che una denuncia non si trasformi in un caso irrisolto.
Questo grazie anche a Penelope Toscana, organizzazione di volontariato che unisce, dal 2011, i familiari di persone scomparse e aiuta le famiglie ad affrontare le scomparse dei propri cari, promuove campagne di sensibilizzazione sul fenomeno degli scomparsi e si occupa di fornire supporto psicologico o legale e crea una proficua collaborazione con le istituzioni di riferimento, in particolare con le varie prefetture in Toscana.
«Nel 2017 e 2018 i casi di denunce di scomparse da Pisa sono aumentati in maniera esponenziale, si convocavano anche 2-3 tavoli istituzionali al giorno per risolverli. Spesso i casi venivano risolti nell’arco delle 24 ore. Ma la città di Pisa, e più in generale la provincia, è un luogo dove si scompare nel nulla molto spesso – spiega la presidente di Penelope Toscana Emanuela Zuccagnoli –. Da un lato l’Arno, lungo le sue sponde, restituisce e occulta cadaveri. L’altro aspetto importante è legato alla stazione. Chi decide volontariamente di scomparire, infatti, si mette in viaggio sul treno e uno degli snodi più importanti di tutta la Toscana, con Firenze, è proprio quello di Pisa».
C’è un altro aspetto, poi, che si cela dietro a molte delle scomparse in provincia di Pisa. E che purtroppo riguarda anche i giovani. «Pisa è una piazza di spaccio di sostanze stupefacenti. Molti tossicodipendenti, anche minori, sono stati ritrovati proprio vicino alla stazione di Pisa, seppur scomparsi in altre province toscane o addirittura da altre regioni, perché alla ricerca di droga – racconta ancora Zuccagnoli –. I casi, però, sono sempre diversi uno dall’altro. Come associazione cerchiamo di dare i giusti consigli ai familiari nelle ore immediatamente successive alla scomparsa. Presi dalla disperazione, spesso, si fanno errori o non si ricordano dettagli e particolari che potrebbero essere fondamentali per le forze dell’ordine. E allo stesso tempo collaboriamo attivamente alle ricerche». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
