Il dolore
Giovane soffocato, medico chiede giudizio rapido
Formalizzato il rito abbreviato da una delle due imputate accusate di omicidio colposo per la morte di un 26enne
calci. Una ha chiesto di essere giudicata con rito abbreviato. L’altra invocherà attraverso il suo legale una sentenza di non luogo a procedere.
Sono le mosse formalizzate ieri mattina davanti al gup Giuseppe Laghezza dalle due imputate del reato di omicidio colposo per la morte di un 26enne calcesano. Mattia Giordani rimase ucciso la sera del 27 marzo 2018, soffocato da un boccone mentre cenava con i genitori. Secondo l’accusa, pm Flavia Alemi, il soffocamento del giovane, uscito dalla Stella Maris dove era seguito da tempo, sarebbe da mettere in relazione ai farmaci di cui Mattia faceva uso.
Giovanna Sorrentino, 60 anni, di Sesto Fiorentino, ha scelto il rito abbreviato, difesa dall’avvocato Francesco Maldonado, mentre Graziella Bertini, 63 anni, di Volterra, assistita dagli avvocati Enrico Marzaduri e Adele Boris, vuole un verdetto di proscioglimento e il suo avvocato discuterà per il non luogo a procedere. Il giudice ha fissato al 20 settembre l’udienza nella quale deciderà su abbreviato e richiesta di rinvio a giudizio per Bertini.
Ieri mattina il gup ha ammesso la costituzione di parte civile dell’associazione Telefono Viola rappresentata dall’avvocato Gioacchino Di Palma. Si aggiunge al fronte della parte civile ai genitori di Mattia rappresentati dall’avvocato Giovanni Capria.
Dopo la drammatica morte di Mattia in un primo tempo nessuno aveva messo in relazione la tragedia con i farmaci somministrati al 26enne che in quel periodo era assistito nel centro di Montalto di Fauglia della Stella Maris. Solo in un secondo momento i genitori scoprirono che era stato sedato con più farmaci. Proprio questi medicinali, secondo l’accusa, già in precedenza gli avevano causato gravi crisi respiratorie. Dalla cartella clinica del centro di Fauglia era emerso che altre volte Mattia aveva rischiato di morire soffocato durante i pasti. I genitori decisero di presentare una denuncia che ha portato fino all’udienza preliminare con la richiesta di rinvio a giudizio per le due dirigenti.
La dottoressa Bertini risponde della contestazione in qualità di direttrice sanitaria della residenza sanitaria per disabili di Montalto, gestita dalla Stella Maris, mentre la dottoressa Sorrentino, neuropsichiatra, come medico specialista di riferimento della struttura. —
P.B.
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