Sicurezza
«Aeroporti, Pisa estromessa in caso di aumento di capitale»
Intanto il consigliere regionale Pieroni (Pd) presenta un’interrogazione e chiede a Giani di spiegare il voto di astensione sulla modifica dello statuto
PISA. «Una riforma che riduce il peso dei soci pubblici presentata senza alcun confronto». Approdano in consiglio regionale le polemiche che hanno accompagnato la decisione della giunta regionale di astenersi sul voto alle modifiche dello statuto di Toscana Aeroporti proposte dal socio privato di maggioranza Corporacion America Italia, approvate nell’ultima assemblea dei soci, con le quali si è assicurato dal 2024 un numero maggiore di consiglieri nel cda.
Il consigliere regionale del Pd Andrea Pieroni ha presentato un’interrogazione alla giunta e al presidente Eugenio Giani per chiedere chiarimenti sulla linea dell’astensione decisa dalla Regione in contrasto con quella dei soci pubblici pisani (Comune, Provincia, Camera di Commercio) che hanno votato contro le modifiche statutarie. «La riforma presentata dal socio privato di maggioranza avviene in una fase molto delicata per il sistema aeroportuale – sottolinea Pieroni –. Si tratta di una modifica che riduce la presenza e il peso dei soci pubblici nel cda, presentata senza alcuna fase preventiva di confronto con i soci pubblici. Chiediamo alla giunta regionale quali siano le motivazioni che hanno portato ad esprimere un voto di astensione sulle modifiche dello statuto destinate a ridurre la rappresentanza dei soci pubblici e quali azioni intende mettere in atto affinché la società rappresenti e sostenga le istanze dei territori dove operano gli scali aeroportuali, valutando l’opportunità di promuovere modifiche statutarie finalizzate a tali obiettivi».
«La Regione perde il pelo, ma non il vizio», incalzano gli Amici di Pisa e il Comitato dei piccoli azionisti, che ricordano quando già nel luglio 2015 la Regione (presidente Enrico Rossi) si astenne di fronte a una richiesta analoga di Corporacion America Italia (Cai) di redistribuzione della rappresentanza nel cda con riduzione della parte pubblica. E ora? «Per il triennio in corso sono stati eletti 15 consiglieri: 9 spettano alla lista di maggioranza Corporacion, 5 alla ista dei soci pubblici, uno al socio privato, la Sogim di Panerai, e ciò ha già fatto scendere il numero dei consiglieri pubblici da 6 a 5. Ma con la modifica statutaria introdotta, tra tre anni Cai salirebbe a undici consiglieri su 15, perché le nuove regole prevedono 9 consiglieri fino al 55 per cento di quote, 10 fino al 60, 11 fino al 65, aumentando i consiglieri, uno ogni cinque punti di quote in più, fino a un massimo di 13. Ma se nel frattempo si dovessero presentare nuovi soci, per sottoscrivere eventuali aumenti di capitale, per affrontare i costi di nuovi investimenti, Pisa, da padrona di casa, sarebbe relegata a bussare alla porta per essere ricevuta». —
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