Sicurezza
Coltellate in casa ai coinquilini, condanna a 4 anni
Pisa: il trentacinquenne rischiava 16 anni per tentato omicidio, il reato è stato riqualificato in lesioni
Pisa. Dal rischio di prendere 16 anni per tentato omicidio, come chiesto dal sostituto Giancarlo Dominijanni, alla riqualificazione del reato in lesioni e una pena di 4 anni e 3 mesi, come da richiesta del suo avvocato Chiara Barbieri. Che è stata ascoltata ieri dalle giudici del collegio del tribunale di Pisa nel caso di un 35enne, Khadimi Cisse, che durante una lite aggredì a coltellate il suo coinquilino Ibrahima Diouf, ferendone un altro, Amadiop Ndime, che si era frapposto tra i due.
Tutto ruotava attorno a un’aggravante: i futili motivi. Secondo il pm, sulla base delle ricostruzioni di chi indagò, dietro la rissa casalinga c’era una questione di soldi. Con Cisse che dopo essersi accorto di un ammanco di 40 euro avrebbe accusato il compagno di stanza, finendo per regolare la questione a coltellate.
«In questo processo ci sono due elementi, i futili motivi e il tentato omicidio, che non reggono alla prova dei fatti», ha detto l’avvocato di Cisse nella sua arringa difensiva. «Fu la stessa persona offesa a dire che la lite scoppiò di mattina, inizialmente, con pugni e schiaffi nella stanza condivisa. Pareva fosse tornata la calma e invece poi ripresero le offese reciproche ai genitori. E fu Diouf ad avere appreso dalla polizia che era una questione di soldi da trenta o quaranta euro». Riguardo al tentato omicidio, Barbieri ha sostenuto l’assenza «di una condotta idonea a provocare la morte. Il primo fendente, come raccontano i testimoni, raggiunge Diouf alla mano. Se avesse voluto uccidere avrebbe puntato al petto o all’addome. E le altre ferite, quelle sotto l’ascella e all’addome, sono comunque superficiali. Bisogna immaginare la rissa in un quadro di tre persone in movimento». In tutto Cisse vibrò sei coltellate, tre per ciascuno. L’accusa ha sempre sostenuto che volesse uccidere, ma i giudici hanno dato ragione alle motivazioni della difesa. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
