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Pisa

tribunale

Uccise il fratello per l'eredità, condannata a 15 anni ex anestesista di Cisanello

Pietro Barghigiani
La dottoressa Marzia Corini
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La dottoressa Marzia Corini

Per l'accusa aveva anticipato la morte del familiare con un sedativo poco prima dell'appuntamento dell'uomo dal notaio per cambiare il testamento

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PISA. Condannata a 15 anni per omicidio volontario l'ex anestesista della rianimazione di Cisanello Marzia Corini, accusata di aver ucciso il fratello, l'avvocato Marco Valerio in fase terminale per tumore, con una dose di un forte sedativo il Midazolam. Lo ha deciso nel pomeriggio di lunedì 17 maggio la Corte d'Assise di La Spezia con una sentenza che ha riconosciuto la colpevolezza anche dell'avvocato Giuliana Feliciani alla sbarra per falso e circonvenzione di incapace e l'ha condannata a 4 anni di reclusione. E' stata anche decisa la confisca di 1,2 milioni di euro.

L'avvocato Corini morì il 25 settembre 2015 nella sua villa di Ameglia. Per la sorella il pm aveva chiesto una condanna a 23 anni.  L’avvocato Feliciani era accusata di aver modificato con il concorso della dottoressa Corini il testamento di Marco Valerio attribuendosi 400mila euro, mentre la sorella avrebbe dovuto ereditare un milione di euro.

Secondo Procura e carabinieri  la dottoressa Corini, per anni dipendente dell'Azienda ospedaliera pisana, temeva  di essere in qualche modo danneggiata nella spartizione dell'eredità. Il 25 settembre 2015 infatti non è una data qualunque: proprio quel giorno l'avvocato Corini aveva appuntamento con un notaio per ridiscutere il testamento. La sorella, medico anestesista al servizio di diverse associazioni umanitarie in numerosi scenari di guerra, rispondeva di omicidio volontario, furto di medicinali (presi all'ospedale di Pisa e utilizzati per la sedazione) e uso di testamento falso. Al centro della vicenda c'è un ricco testamento (3 milioni di euro). Giuliana Feliciani, avvocato del foro della Spezia, era stata collega di studio di Marco Corini con il quale aveva avuto anche una relazione sentimentale. Rivendicava parte del denaro incassato dal collega per le difese patrocinate nel processo sul G8 di Genova. È stata condannata dalla Corte d'Assise (presidente Gianfranco Petralia, giudice a latere Fabrizio Garofalo) per circonvenzione d'incapace e uso di testamento falso: dal lascito spacciato per olografo, che non è stato scritto da Marco Corini ma dalla sorella Marzia e che è stato pure modificato dopo la morte del legale, ha incassato 200 mila euro. Per quanto riguarda l'omicidio, la tesi del pm Luca Monteverde si fondava su una intercettazione telefonica, del 21 gennaio 2016, in cui Marzia Corini confida a un'amica di aver anticipato la morte del fratello di uno o due mesi. L'anestesista Corini era difesa dal professor Tullio Padovani e dall'avvocato Anna Francini, Feliciani dall'avvocato Valentina Antonini.

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