Gioco
Pisa, «Una gioia e un’emozione immense»: così Cristicchi riapre le porte del “Verdi”
Con una capienza ridotta a un terzo il teatro cittadino ha ripreso l’attività in presenza di pubblico dopo lunghi mesi di stop
Roberta Galli
Pisa. «Abbiamo atteso con speranza e molta pazienza la riapertura dei teatri, e finalmente il giorno è arrivato. Essere al teatro Verdi di Pisa per la prima volta è stata una gioia immensa, un’emozione grande nell’incontrare le persone e raccontare la storia dell’esodo istriano, che è una storia di dignità e libertà, di dolore e resurrezione. Grazie al direttore Silvano Patacca per l’accoglienza e il coraggio, è stata decisamente una serata ricca di emozioni».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.40280385:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40280385:1652955586/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
È con queste parole che Simone Cristicchi, grande protagonista ieri sera sul palco del Verdi, ha voluto salutare il pubblico pisano. L’occasione era importante: la riapertura del teatro cittadino dopo i lunghissimi mesi di stop dovuti al Covid. Quello di ieri sera è stato un vero e proprio evento di festa. Un teatro gremito (ad un terzo della sua capienza, come dispone la legge, quasi trecento posti a sedere) ha accolto l’ultimo lavoro di Cristicchi, “Esodo”, un racconto per voce, parole e immagini ispirato alla tragica e complessa vicenda storica degli italiani che hanno dovuto lasciare le loro terre in Istria e Dalmazia.
Una pagina dolosa raccontata da Cristicchi partendo da un luogo della memoria: il Magazzino n. 18 del porto vecchio di Trieste che conserva ancora sedie, materassi, letti, stoviglie, fotografie e giocattoli di tante vite interrotte. E così, poco prima delle 18.30, le luci si sono accese e le porte del Verdi si sono spalancate, per lasciare entrare il pubblico. Per tutti rigorosamente mascherine sul volto, igienizzanti a portata di mano, posti a sedere distanziati e tanta voglia di ripartire, ingredienti indispensabili che hanno permesso alla serata di scivolare via in leggerezza, Covid o non Covid. Il sipario si è alzato alle 19 e si è abbassato alle 20.30. Anche l’orario è stato studiato per permettere al pubblico di tornare a casa in tempo per non infrangere il coprifuoco e nello stesso offrire uno spettacolo breve per non prolungare troppo la permanenza delle persone in un locale al chiuso, per motivi legati al ricambio d'aria.
Soddisfatta la presidente della Fondazione Teatro di Pisa Patrizia Paoletti Tangheroni, ieri sera padrona di casa, a cui è stato affidato il compito di ufficializzare questa nuova ripartenza. «Sono molto felice – ha spiegato Patrizia Paoletti – di poter annunciare la riapertura del nostro teatro dopo un periodo difficilissimo. È stata per me una grande emozione poter tornare in presenza e vedere il pubblico, anche se in maniera ridotta, di nuovo in sala. So che diverse persone non hanno potuto prenotare a causa dei posti limitati, ma questo è il regolamento e dobbiamo adeguarci. Da parte nostra, e anche a nome delle maestranze che in questi mesi non si sono mai fermate con nuovi progetti e nuove idee, c’è grande entusiasmo. Sono anche contenta del bel clima che c’è in teatro. Con Cristicchi abbiamo ricominciato e speriamo di poter portare avanti un percorso lineare senza ulteriori interruzioni».
Soddisfazione anche per Silvano Patacca, direttore artistico del teatro Verdi. A lui si deve la scelta di “Esodo”. «Incrociamo le dita – ha sottolineato Patacca – e speriamo di ritornare alla normalità quanto prima. Il pubblico pisano ha risposto molto bene a questa nostra prima proposta, nonostante i limiti imposti dal Covid, e questo rappresenta sicuramente un buon inizio. Una strada che speriamo di poter percorrere con tranquillità in un futuro abbastanza prossimo, essendo a fine mese in calendario un altro importante evento: un galà lirico, dove protagonisti saranno i talenti selezionati nei mesi scorsi, durante le audizioni in presenza avvenute in teatro a Pisa».
Ha parlato invece di una luce che si riaccende in città l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani, anche lui presente ieri sera in teatro, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. «La riapertura del Verdi – ha detto Magnani – rappresenta un ritorno alla normalità, nella speranza di aver imboccato una strada diversa rispetto a quella dell’autunno. Credo che questo spettacolo sia sicuramente una prima luce che si accende su un futuro che non sarà completamente come prima, perché questa pandemia ci ha cambiato e in ogni caso dobbiamo prendere il buono che ci lasciato. Per quanto riguarda il Verdi sono felice che questo nuovo inizio sia avvenuto con Cristicchi che seguo da tempo sia come cantante che come autore. Un artista molto profondo che ha affrontato tantissimi temi dimenticati, dai manicomi al profeta dell’Amiata, e a molti altri, sempre con equidistanza e grande equilibrio». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
