Proteste
Aeroporti toscani, sciopero con striscioni e slogan contro i “fiorentini” Giani e Nardella
Sindacati all’attacco: «Sono gli unici che non si sono mai espressi contro la vendita del settore Handling»
PISA. Braccia incrociate e aerei rimasti a terra. È sfociata in uno sciopero, il primo di una lunga serie che interesserà il sistema aeroportuale toscano, la mobilitazione dei lavoratori di Toscana Aeroporti Handling contro la cessione della società addetta alla gestione di tutte le attività di terra negli scali di Pisa e Firenze. Quattro ore di astensione dal lavoro per ribadire la contrarietà alla possibile vendita del ramo d'azienda di Toscana Aeroporti al gruppo Consulta, società del settore che insieme a una cordata di imprenditori ha presentato lo scorso marzo una proposta di acquisto in corso di valutazione da parte della spa aeroportuale toscana.
Bandiere, striscioni e rabbia hanno alimentato un presidio di decine di lavoratori davanti all'aeroporto pisano, dove si sono riuniti anche i lavoratori di Toscana Aeroporti e quelli degli appalti. Lo sciopero, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Usb e sostenuto dal sindacato di base Cub, e l'alta adesione hanno causato la cancellazione di almeno cinque voli in arrivo e in partenza nello scalo fiorentino e il rinvio a oggi di un volo programmato dallo scalo pisano. «La società interessata all'acquisto di Toscana Aeroporti Handling non ha le forze e le potenzialità per gestire il comparto negli aeroporti toscani e questo potrebbe incidere pesantemente sui livelli salariali ed occupazionali degli oltre 450 dipendenti dell'azienda», le preoccupazioni dei sindacati. «Sono stati i lavoratori, negli ultimi vent'anni, a fare grande il Galilei con lavoro, sacrifici ed entusiasmo – proseguono le organizzazioni sindacali –. Adesso vengono svenduti attraverso uno spacchettamento societario che potrebbe avere conseguenze anche sulla gestione degli scali».
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Parallelamente al presidio organizzato davanti all'aeroporto pisano, l'Usb ha promosso un sit-in sotto il palazzo della Regione a Firenze, con l'obiettivo di pressare l'istituzione a intervenire nella vertenza, che ha raggiunto le nove settimane di mobilitazione e a schierarsi contro la manovra che terminerà tra qualche settimana con la possibile cessione della società. Con uno striscione di 25 metri i manifestanti hanno puntato il dito contro il presidente della Regione Eugenio Giani e il sindaco di Firenze Dario Nardella. «La Regione e il Comune di Firenze sono gli unici soci pubblici di Toscana Aeroporti che, a differenza delle istituzioni pisane, non si sono espressi sulla vendita – accusa l'Usb –. Questa manovra, studiata e preparata nel periodo peggiore vissuto dall'intero settore del trasporto aereo, è un atto scellerato e ostile perpetrato ai danni di centinaia di lavoratori dei due aeroporti toscani». —
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