Sicurezza
Panella revoca i legali e costringe il giudice a rinviare l’udienza
Mossa a sorpresa di uno dei tre imputati per il delitto Scieri Il fratello della vittima: «Atto dilatorio, ennesima amarezza»
pisa. Una mail inviata giovedì alle 20,30 alla cancelleria dell’ufficio gup dai difensori di Alessandro Panella ha cambiato l’agenda dei lavori in programma ieri mattina nell’udienza per discutere la richiesta di rinvio a giudizio per la morte del parà Emanuele Scieri nella caserma Gamerra il 13 agosto 1999.
I legali Tiziana Mannocci e Marco Meoli hanno comunicato al gup Pietro Murano (pm Sisto Restuccia) l’avvenuta revoca formale del loro incarico da parte del cliente che li «esonera dal presenziare fisicamente in udienza». Una mossa a sorpresa che i maligni spiegano con una volontà dilatoria da parte dell’imputato al punto da spingere il gup a sottolineare la necessità di attenersi «alla lealtà processuale».
Sull’origine del venire meno del rapporto fiduciario gli avvocati non rilasciano dichiarazioni.
Il gup ha nominato d’ufficio l’avvocato Andrea Cariello e rinviato al 18 giugno l’udienza con i lavori fissati per ieri mattina sulla scelta del rito degli imputati tra abbreviato e dibattimento.
Oltre a Panella ci sono Andrea Antico (difensori Alberto e Fiorenzo Alessi) e Luigi Zabara (avvocato Andrea Di Giuliomaria) gli ex commilitoni accusati di omicidio volontario aggravato in concorso. L’ex comandante della Folgore, generale Enrico Celentano (avvocati Francesco Virgone e Valerio Vianello Accorretti) e l’ex ufficiale Salvatore Romondia (avvocato Barbara Druda), gli unici imputati presenti in aula, stanno valutando il rito abbreviato per l’accusa di favoreggiamento. Era in aula anche il fratello di Emanuele, Francesco che ha incrociato il generale Celentano, il comandante che fin dall’inizio e per anni ha sostenuto che Scieri fosse morto durante una prova di forza alla torre di asciugatura dei paracadute «anche perché era un po’ cicciottello, notai uno strato adiposo».
Un viaggio a vuoto per i legali delle parti civili, (mamma e fratello di Scieri) Alessandra Furnari e Ivan Albo.
A fine udienza, durata neanche un quarto d’ora, Francesco Scieri esce dal Tribunale e ai giornalisti dichiara: «È evidente che quella di Panella è stata una manovra dilatoria. Si tratta dell’ennesima amarezza in questa vicenda». —
Pietro Barghigiani
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