Il dolore
Pisa, addio a storico tassista e appassionato sub
Fatale la malattia che da un anno lo aveva debilitato. Il figlio: «Era una persona che dava e pretendeva rispetto»
Pisa. Il taxi era il lavoro tra gli slalom in città, i clacson e i rumori del traffico urbano in una quotidianità ad alta dose di stress.
Le immersioni nel silenzio del mare erano la passione, quella che gli faceva battere il cuore e lo riconciliava con il mondo di sopra.
Una malattia che lo aveva fiaccato da tempo e che con il primo lockdown lo aveva convinto a lasciare il volante del suo taxi si è portata via Massimo Ciampa, storico tassista tra i protagonisti della Co.Ta.Pi. la cooperativa di categoria fondata nel 1972.
Aveva 68 anni, viveva ad Asciano Pisano e fino a che è stato in forze è rimasto attivo sul lavoro e nei suoi passatempi. Quello delle immersioni accompagnato alla caccia subacquea era il suo paradiso interiore.
Sposato con Oletta e padre di Marina e Jonatha, anche lui tassista nel segno del padre, Ciampa nel tempo si era speso per la categoria rappresentando interessi e bisogni dei tassisti ai tavoli delle trattative per la sicurezza e migliori condizioni di lavoro.
«Papà da oltre un anno non faceva più il tassista – ricorda il figlio –. La malattia era in fase avanzata e con il primo lockdown aveva preferito restare a casa. Era una persona precisa, uno che dava e pretendeva il rispetto della parola data». Non ci saranno esequie pubbliche per Ciampa. I familiari hanno rispettato le sue volontà. La salma è rimasta a casa accanto ai fucili subacquei che tanta gioia gli hanno regalato negli anni arrivando a trascorrere periodi in Senegal per i suoi viaggi in fondo al mare. Soprannominato “Tubo”, un amico su Fb lo ricorda così: «Oggi abbiamo perso un amico, un innovatore, un artista. Che tu possa trovare un mare di pesci. Buon tuffo “Tubo”, maestro d’armi». Stamani a mezzogiorno ci sarà la cremazione nell’impianto di via Pietrasantina. —
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