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La Torre di Pisa trascina i segnali di ripresa: «Una festa per i vent’anni dal salvataggio»
La proposta dell’ex sindaco Fontanelli: ricordiamo i protagonisti dei lavori che hanno messo in sicurezza il campanile
PISA. Nello scorso weekend la Torre pendente ha riaperto i battenti, come tutti i monumenti di piazza dei Miracoli. La coda dei turisti per salire sulla vetta del campanile, rilanciata dai media nazionali e internazionali, è diventata il simbolo della ripartenza e della speranza in un 2021 che, a proposito di ripartenze, celebra i venti anni dalla riapertura della Torre dopo i lunghi lavori per ridurne la pendenza e metterla in sicurezza.
Nella sua iniziativa delle scorse settimane, con le foto simbolo degli anni Duemila in regalo, Il Tirreno ha riproposto anche l’immagine, con il taglio del nastro, in occasione della riapertura del 15 dicembre 2021. La Torre era stata chiusa il 7 gennaio 1990 (in diretta televisiva nazionale, alla presenza di Raffaella Carrà). Dopo l’intervento la sua inclinazione si ridusse di ben 44 centimetri. Il successo dell’operazione è legato al nome di Michele Jamiolkowski del Politecnico di Torino e presidente del Comitato internazionale per la salvaguardia della Torre di Pisa dal 1990 al 2001.
Sindaco di Pisa era allora Paolo Fontanelli che ora, guardando quella foto storica, propone alla città di ricordare in modo pubblico e significativo questa ricorrenza.
«Il Tirreno, ricordando le tappe principali del nuovo millennio pisano attraverso le immagini, ne ha pubblicato una emblematica: quella della cerimonia di riapertura della Torre dopo quasi dodici anni di chiusura e di lavori – dice Fontanelli –. Purtroppo, talvolta, nel tempo che viviamo tutto impostato sul “presentismo”, rischiamo di affermare un ricordo con poca memoria. Gli anni di quella chiusura furono tanti, caratterizzati anche dalla “grande paura” sulla tenuta del monumento, ma con un lavoro straordinario del comitato scientifico guidato dal professor Jamiolkowski».
Quel comitato ha operato dal 1990 al 1999 «in una situazione di precarietà – ricorda l’ex sindaco – poiché la riconferma dell’incarico e della sua operatività era affidata ad una norma che faceva capo alla legge di bilancio annuale. Si trattava di un problema serio, data la composizione internazionale del comitato, che non aveva trovato risposte nonostante i solleciti. Questo problema, che rendeva difficoltoso il lavoro del comitato, fu posto anche a me pochi giorni dopo la mia elezione a sindaco proprio da Jamiolkowski. Fu un colpo di fortuna avere in quel periodo come presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che per i suoi legami con Pisa, si adoperò per risolverlo e fu finalmente stabilizzato il quadro di operatività del comitato».
«Ecco, ripensandoci – dice ancora Fontanelli – credo che l’impegno e il grado di responsabilità dimostrato da quel comitato, pur in una condizione di precarietà non breve, vada ricordato a dovere. Il Comune ha già conferito da tempo la cittadinanza onoraria a Jamiolkowski, ma il 15 dicembre del 2021 faranno venti anni dalla riapertura e pensare a un riconoscimento specifico per tutti i membri di quel comitato sarebbe una buona cosa. Anche per sottolineare il valore primario e fondamentale della tutela del patrimonio culturale e monumentale, oltre al valore internazionale di quel lavoro e delle competenze che ha sviluppato». —
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