Sicurezza
Monopattini in servizio ma i documenti per l’attività arrivano dopo sei mesi
PISA. Helbiz non avrebbe potuto gestire il servizio di noleggio monopattini. O meglio, la società, con sede centrale a New York e attiva in tutto il mondo, non avrebbe potuto iniziare l’attività di gestione del servizio di micro-mobilità elettrica in sharing debuttato in città lo scorso ottobre dopo l’assegnazione da parte di Pisamo. L’azienda, dopo aver ottenuto l’affidamento di una parte del bando della municipalizzata del Comune, avrebbe infatti dovuto presentare la Scia, la segnalazione certificata di inizio attività depositata solo pochi giorni fa, dopo oltre sei mesi dall’inizio del progetto che ha portato migliaia di utenti a sperimentare una nuova forma di mobilità urbana.
È quanto emerge da un question time presentato ieri in consiglio comunale da Francesco Auletta (Diritti in comune) sul “giallo” della presentazione dei documenti necessari all’inizio dell’attività gestita dallo scorso ottobre dalla società statunitense guidata da un imprenditore siciliano e dalla Bit Mobility, azienda veronese attiva nel campo della mobilità sostenibile. «A seguito della presentazione del question-time – sottolinea l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli rispondendo al quesito posto da Auletta –, il Suap (lo sportello unico per le attività produttive del Comune) ha appreso che il bando redatto da Pisamo richiedeva la presentazione della Scia. La pratica è stata presentata da Helbiz lo scorso 24 aprile, trasmessa poi alla Sepi e a tutti gli enti e gli organi interessati». La segnalazione certificata di inizio attività, «senza la quale non può essere dato inizio al servizio» specifica il bando di Pisamo dello scorso maggio, è stata presentata sei mesi dopo l’inizio del servizio, che ha visto Helbiz schierare in città una flotta di 300 monopattini elettrici (altri 300 sono gestiti dalla seconda società affidataria del bando).
«Helbiz ha gestito il servizio pur non avendo presentato la documentazione obbligatoria», accusa Auletta annunciando la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti e uno alla Procura della Repubblica. «Senza la scia – prosegue – Pisamo non avrebbe mai potuto autorizzare Helbiz a svolgere come avviene da mesi, incassando soldi, il servizio. Siamo di fronte a fatti gravissimi che vengono alla luce grazie ad un lavoro costante e forte che, su questa vicenda, evidenzia la mancanza di assoluta trasparenza e controllo da parte del Comune e di Pisamo». —
D.R.
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