Finanza
Assolta con formula piena anche l’ultima ostetrica
SAN GIULIANO TERME. Dopo sette anni e dieci mesi dalla tragedia è stata completamente ribaltata in Corte d’Appello la sentenza per la morte di un neonato avvenuta il 2 maggio 2013 all’ex ospedale Campo di Marte e anche l’ultima ostetrica è stata assolta con formula piena dal reato di omicidio colposo per colpa medica.
Si tratta di Giulia Fantoni, 39 anni, di San Giuliano Terme, condannata in primo grado dal tribunale di Lucca alla pena di un anno di reclusione con i benefici di legge e una maxi provvisionale di 100mila euro per la parte civile (50mila per il babbo e altrettanti per la mamma del neonato). Per i giudici di Corte d’Appello il comportamento della levatrice, difesa dall’avvocato Marco Meoli, fu improntato sulla correttezza. Una perizia, eseguita dal collegio nominato dalla Corte d’Appello e composto dalle ginecologhe Alessandra Zambon e Silvia Tambuscio, non ritiene vi sia stato nesso causale tra il decesso del neonato e la condotta omissiva dell’imputata. Perché, anche se l’ostetrica avesse fatto le manovre richieste, il tracciato si era normalizzato e le manovre non avrebbero avuto alcuna utilità. Assieme all’assoluzione i giudici di Corte d’Appello hanno revocato le statuizioni civili.
La collega della donna, Anna Maria Tonazzini, all’epoca di 64 anni, di Sant’Alessio, era già stata assolta in primo grado in quanto il giudice monocratico ritenne che, essendo entrata in servizio dopo mezzogiorno, non poteva materialmente intervenire.
Cala il sipario su questa dolorosa vicenda che vedeva protagonista suo malgrado una giovane cingalese rimasta ricoverata dal 2 al 6 maggio 2013 e a cui per sei giorni venne tenuta nascosta la verità del decesso del suo bambino. —
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