Il Tirreno

Pisa

Con la zona gialla a Pisa tornano i tavolini all’aperto: «Ora aiuti a chi non li ha»

Con la zona gialla a Pisa tornano i tavolini all’aperto: «Ora aiuti a chi non li ha»

Le associazioni dei commercianti all’attacco: «Discriminate le attività che non dispongono di spazi esterni». Chiesto un incontro all’assessore

27 aprile 2021
3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Spero che molte attività economiche possano intraprendere un cammino di ripresa e che tra qualche tempo i numeri della pandemia permettano di ridurre ulteriormente le restrizioni», saluta così il ritorno di Pisa in zona gialla il sindaco Michele Conti, mentre beve un caffè seduto al tavolino all’aperto di un bar del centro. «Tutti noi potremo goderci un po’ di libertà, ma è assolutamente necessario farlo nel rispetto delle regole», sottolinea il sindaco.

La riapertura delle attività avviene però tra le polemiche. «Altro che ripartenza in zona gialla, visto che i pubblici esercizi che non dispongono di spazi esterni dovranno applicare le stesse regole in vigore con la zona rossa. Uno schiaffo a un’intera categoria in ginocchio che ora chiederà adeguati risarcimenti allo Stato. Non ho problemi a definire farlocca questa ripartenza», dice Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord. «Qualcuno ha spacciato per successo la concessione di utilizzare gli spazi all’aperto a pranzo e cena – insiste Romoli –. Si tratta certamente di un passo avanti, che però discrimina la maggior parte dei pubblici esercizi che non dispongono di spazi esterni. Per loro sarà come essere in zona rossa, con i bar che avranno la possibilità solo dell’asporto fino alle 18, mentre rimane esclusa, relativamente agli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande, la possibilità di consumazione al banco».

Intanto per i prossimi giorni il presidente dell’associazione, Luigi Micheletti, ha chiesto un incontro urgente all’assessore Paolo Pesciatini per predisporre un piano straordinario di utilizzo del suolo pubblico per i pubblici esercizi laddove ci sia possibilità di estensione o nuova occupazione.

«Il nuovo decreto è decisamente peggiorativo rispetto al precedente», è la dura presa di posizione del direttore di Confcommercio Provincia di Pisa, Federico Pieragnoli. «Estendere il coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio è incomprensibile – dice – e finora almeno la somministrazione all’interno dei locali era consentita fino alle 18, mentre ora si toglie anche questa possibilità e viene consentita solo all’esterno, fino all’1 giugno. Una discriminazione gravissima che di fatto allunga di un altro mese il periodo di lockdown per più della metà dei bar e ristoranti: in Italia i pubblici esercizi che non hanno la possibilità di utilizzare lo spazio esterno sono oltre il 50 per cento».

Per il direttore di Confcommercio è urgente che le chiusure vengano accompagnate «da sostegni realmente adeguati alle perdite di fatturato. I fondi stanziati finora non corrispondono nel modo più assoluto ai mancati incassi e gli imprenditori non possono continuare a lavorare solo con asporto e consegna a domicilio e continuare a sostenere tutte le spese».

Dal Pd pisano arriva una proposta alla giunta Conti «quella di consentire il rilascio, in 24 ore e almeno per tutta la durata di validità della disposizione governativa, dell’utilizzo gratuito del suolo pubblico per tutti quegli esercizi che non dispongono di propri spazi all’aperto», dice Fabiano Martinelli, responsabile economia dell’Unione comunale del Pd. Interviene su questo anche la consigliera comunale Olivia Picchi: «Nel 2020 presentammo una proposta precisa: utilizzare le piazze cittadine e ogni altro luogo attiguo ai locali per permettere a chi non ha altra possibilità di poter svolgere lì la somministrazione. Invitiamo il sindaco a riprendere quella proposta».

Primo piano
La tragedia

Con il gommone contro gli scogli: muore un giovane ufficiale toscano della Marina