Gioco
Schiaffo alla memoria antifascista alla vigilia della Festa di Liberazione
Sradicato in via del Carmine il pannello del percorso che segna le tappe storiche della Resistenza in città
Pietro Barghigiani
pisa. Lo hanno rifatto di nuovo. E come allora hanno scelto la vigilia della Festa di Liberazione per oltraggiare la memoria antifascista della città.
In via del Carmine al civico 10 da anni un pannello ricorda la nascita della Resistenza a Pisa. È la prima tappa di un percorso che si dipana in altri 26 punti che segnano la storia della lotta al nazifascismo e ricordano il sacrificio di chi ne fu vittima. Un patrimonio di conoscenza che si sovrappone in parte alle rotte del turismo e nell’immagine dei luoghi ne racchiude il suo carico di testimonianze.
Nella notte tra il 22 e il 23 qualcuno ha sradicato il pannello collocato sul marciapiede davanti all’ex selleria Serani. Asta tagliata e tavola fatta sparire.
Il primo passo del circuito della memoria nato con il progetto “Via Libera” promosso da Comune e Anpi nel 2014. Un viaggio nella Resistenza locale con nomi, storie e fatti che hanno scandito la battaglia per arrivare al coronamento di quella Festa di Liberazione la cui ricorrenza non deve essere un rito scontato. La fine della seconda guerra mondiale, la sconfitta del nazifascismo. È da lì che germoglia il seme dei valori della Costituzione richiamati nel percorso infangato.
«Un oltraggio alla memoria e all’antifascismo» si inalbera Bruno Possenti, presidente provinciale dell’Anpi.
Nell’aprile 2017 il cartello venne rimosso nella notte tra il 21 e il 22 aprile.
Sempre in ore buie la replica dell’atto vandalico con l’aggravante dell’offesa ai princìpi costituzionali e al sacrificio delle vittime della guerra, anche civile.
«Il pannello era fissato a terra con quattro bulloni e in più aveva una base solida, rinforzata dopo l’episodio del 2017 – spiega Possenti –. È evidente che è un atto non solo voluto e pensato, ma che ha richiesto anche uno sforzo. Non è il semplice cartello rimosso che si stacca con poco. No, in via del Carmine l’azione è stata studiata e mirata in coincidenza con la festa di Liberazione».
Il pannello numero uno del tragitto “Via libera” ha un significato preciso. È da qui che inizia la storia della liberazione della città. Nella selleria Serani nacque il primo nucleo del Cln pisano, qui si riunivano in segreto gli antifascisti, qui il sellaio Alfredo Serani dava ospitalità al Fronte unitario antifascista, studenti, intellettuali, combattenti che per primi si ribellarono al regime. Non si pensa a una ragazzata o al gesto di un balordo. Ma qualcuno che ha voluto lasciare un segnale, lanciare un avvertimento. Un messaggio contro la Resistenza e i suoi valori. «E contro la memoria di quanti si opposero alla dittatura fascista» chiosa Possenti.
Dal sellaio di via del Carmine viveva Antonio Russi, docente e critico letterario della Normale, un antifascista che durante la guerra riuniva nell’appartamento studenti e intellettuali. Serani sapeva di dare copertura a un gruppo che in segreto organizzava il primo nucleo della Resistenza in città. Ecco perché il pannello aveva e ha un valore simbolico significativo. È il luogo in cui è nato l’antifascismo pisano nelle sue forme di resistenza militante. Abbatterlo è un messaggio ostile anche a quello che rappresentava. —
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