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NoTav, oltre duecento in piazza per l’attivista pisana ferita

Danilo Renzullo
NoTav, oltre duecento in piazza per l’attivista pisana ferita

Presidio di solidarietà in piazza XX Settembre dopo gli incidenti in Val di Susa «Anche la nostra città sostiene la battaglia contro l’ecomostro dell’alta velocità» 

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Danilo Renzullo

PISA. Canti, cori e striscioni. Bandiere, testimonianze e decine di cartelli. Un pezzo di città si stringe attorno a Giovanna Saraceno, l’attivista del Newroz rimasta gravemente ferita sabato scorso in Val di Susa al termine di una manifestazione promossa dal movimento che si batte contro la costruzione della Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, tra Italia e Francia.

Oltre duecento persone si sono riunite ieri in piazza XX Settembre, di fronte alla sede del Comune di Pisa, in un presidio di vicinanza all’attivista 36enne, che giovedì scorso ha subìto un delicato intervento chirurgico per far fronte ad una frattura alla parte inferiore dell’orbita (a questa si aggiungono quelle allo zigomo e al naso) e si trova tuttora ricoverata all’ospedale delle Molinette di Torino.

«Sabato scorso, in Val di Susa è stata promossa una grande marcia popolare per dire no al proseguimento dei lavori per la costruzione della Tav – spiegano i manifestanti –. Anche da Pisa, in tutti questi anni, c’è stata una diffusissima partecipazione ai molteplici momenti di lotta e anche la settimana scorsa in tanti abbiamo partecipato alla marcia. Al termine della manifestazione, centinaia di persone si sono avvicinate all’autoporto di San Didero dove alcuni NoTav avevano occupato i tetti di una struttura che dovrà essere abbattuta per far proseguire i lavori».

«I manifestanti – prosegue il racconto – hanno tentato di raggiungere il presidio per portare dei viveri, ma le forze dell’ordine hanno iniziato a sparare candelotti lacrimogeni ad altezza del viso, uno dei quali ha colpito Giovanna, provocandogli traumi e fratture al cranio, al naso ed allo zigomo». Diversa la versione della questura di Torino, che parla invece di un oggetto contundente non identificato.

Ieri comitati dei quartieri popolari, associazioni, forze politiche, studenti, precari, operai e decine di altre persone, provenienti anche da varie altre città toscane, hanno partecipato al presidio di solidarietà anche per ribadire «l’inutilità di un’opera, la Tav, che graverà pesantemente sulle finanze pubbliche devastando un intero territorio senza apportare alcun beneficio».

«Nell’anno in cui la pandemia ha messo in luce la debolezza del sistema sanitario, scolastico e del welfare è stato deciso di continuare a portare avanti un’opera che danneggerà un intero territorio – continuano i manifestanti – e per farlo occorreranno miliardi di euro che dovrebbero essere invece riversati sulla sanità, sulla scuola e su un piano di aiuti sociali ai più deboli. Giovanna fin dall’inizio si è opposta a quest’opera impegnandosi inoltre nelle lotte speciali, per la casa, per la difesa delle donne e dei lavoratori. Da sempre è inoltre attiva nei quartieri popolari contro il degrado e gli sfratti».

Il presidio si è caratterizzato per decine di interventi e numerosi cartelli e striscioni esposti contro la costruzione della Tav e per esprimere vicinanza all’attivista, che alcuni giorni fa, in un video realizzato poche ore prima dell’intervento, ha voluto ringraziare i tanti che da Pisa e da numerose città italiane le hanno espresso solidarietà. «Consapevole delle proprie scelte, Giovanna ha deciso di lottare ancora una volta contro l’ecomostro della Tav». –

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