Il Tirreno

Pisa

l’intervista 

«Clima e ambiente, la scuola può aiutare la crescita culturale dei futuri cittadini»

Giulietta Bracci Torsi
«Clima e ambiente, la scuola può aiutare la crescita culturale dei futuri cittadini»

Il professor Giacomo Lorenzini (docente di Patologia vegetale) spiega i temi di un concorso riservato agli studenti delle superiori

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Giulietta Bracci Torsi

pisa. Un invito agli studenti a misurarsi con la realtà del cambiamento climatico con un “Concorso di comunicazione e creatività sul tema del cambiamento climatico”. È la proposta del Centro Interdipartimentale dell’Università di Pisa per lo Studio sugli Effetti Climatici (Cirsec), riservato agli studenti e alle studentesse delle classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado di qualsiasi istituto scolastico.

Il Tirreno ha incontrato il professor Giacomo Lorenzini, docente di Patologia vegetale del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali e direttore del Centro.

Professore ci può spiegare in cosa consiste il concorso?

«I partecipanti possono concorrere a una delle due categorie previste, con oggetto la tematica dei cambiamenti climatici: (a) narrativa a tema: testi inediti di qualsiasi genere in lingua italiana (articolo di cronaca, inchiesta, intervista, prosa, poesia, riferite a eventi reali o immaginari); (b) illustrazioni inedite di comunicazione creativa realizzate attraverso l’utilizzo della tecnica preferita (ad esempio pastelli di varia natura, pennarelli, tempera, b/n, collage, acquarelli, air brush, tecniche miste, ecc.) su un foglio di cartoncino formato A4. I dettagli sono riportati anche nel sito www.cirsec.unipi.it. La scadenza è per fine aprile».

E quali sono i premi in palio?

«I sei vincitori (tre per la sezione narrativa e altrettanti per la grafica) potranno immatricolarsi gratuitamente a un qualsiasi corso di laurea dell’Università di Pisa, a loro scelta, per l’anno accademico 2021-2022. Uno stimolo in più a completare il loro percorso formativo. Le future generazioni si formano a scuola, ragion per cui il ministero dell’Istruzione ha inserito il tema “cambiamenti climatici” nei percorsi interdisciplinari di educazione civica delle scuole superiori».

Quali obiettivi vi proponete di raggiungere con il concorso?

«Il concorso si propone di stimolare i ragazzi a riflettere sui temi del cambiamento climatico, fenomeno planetario che coinvolge tutti gli aspetti del nostro vivere quotidiano, dal cibo alla salute, al tempo libero. Purtroppo il momento che sta vivendo la scuola non è facile, ma mi auguro che si trovino gli spazi utili per stimolare il confronto tra studenti e docenti. Il potere coinvolgente dei ragazzi è fenomenale e il messaggio veicolato in famiglia può facilmente espandersi. Al di là degli impegni politici di alto livello, ciascuno può dare un contributo alla causa; ad esempio, in termini di risparmio energetico, prestando attenzione a non lasciare le luci accese senza motivo o evitando gli sprechi legati al riscaldamento, oppure incentivando l’uso di mezzi di trasporto ecologici, a cominciare dalla bicicletta. Sono segnali piccoli, che però fanno la differenza».

Tra gli obiettivi dichiarati dal vostro Centro c’è anche lo svolgere studi e valorizzare il lavoro di ricerca, su temi inerenti gli effetti del cambiamento climatico sulle forme biologiche e gli ambienti di vita. Il cambiamento climatico è un fenomeno complesso da combattere su più fronti. Non ultimo quello dell’educazione: la formazione dei futuri cittadini è uno degli obbiettivi indicati dall’Unesco nella sua agenda di educazione allo sviluppo sostenibile. Con quale impegno da parte del vostro istituto?

«Il cambiamento climatico è una priorità assoluta e il 2021 è un anno fondamentale per gli impegni di azione, con un ciclo di negoziati chiave che si terrà al vertice delle Nazioni Unite sul clima a novembre a Glasgow. Non è un caso che il tema sia stato sottolineato nei mesi scorsi nei discorsi inaugurali della presidenza Biden e di Mario Draghi. Per quanto riguarda i giovani, la più grande indagine mondiale mai condotta sull’opinione pubblica (Peoples’ Climate Vote) organizzata in 50 Paesi del mondo e che ha coinvolto mezzo milione di under 18 ha confermato il loro livello di coinvolgimento; in Italia ben l’81% dei rispondenti ha manifestato pieno sostegno nei confronti dell’azione urgente per il clima. Cirsec è consapevole che le numerose competenze che l’Università di Pisa può mettere in campo possono svolgere un ruolo importante. Cito alcune iniziative già finalizzate, quali la pubblicazione delle relazioni di attività di 37 gruppi di ricerca e dell’Alfabeto dello sviluppo sostenibile e del cambiamento climatico, volumi entrambi liberamente scaricabili dal sito della nostra casa editrice, la Pisa University Press. Stiamo anche lavorando a una proposta di master su questi temi». —

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