Il Tirreno

Pisa

Utenze staccate in piena pandemia, la protesta contro il gestore dell'acqua

Sara Venchiarutti
Utenze staccate in piena pandemia, la protesta contro il gestore dell'acqua

Presidio di Usb e Potere al Popolo: «Dopo oltre un mese risolti i problemi del signor Fausto, che vive con due disabili»

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PISA.  Restare senza l'acqua e il gas significa non poter pulire casa o doversi lavare con le pentole e l’acqua scaldata sul fuoco (se almeno il gas c’è). Una situazione, quella dei distacchi delle utenze, che diventa sempre più drammatica e che sta coinvolgendo diversi nuclei familiari in difficoltà, impossibilitati a pagare le bollette. Per questo l’Unione sindacale di base (Usb), insieme a Potere al Popolo, si è data appuntamento ieri mattina di fronte alla sede di Acque spa a Pisa, in via Frascati. Con un messaggio: «L’acqua è un diritto. Basta distacchi».

«Continueremo questa lotta», spiega Fabrizia Casalini di Asia-Usb, «perché l’acqua è un bene pubblico e non è possibile che venga gestita da una società privata per azioni, ovviamente a scopo di lucro. Un’utenza così importante non può venire staccata, tra l’altro in piena pandemia, quando le persone sono maggiormente costrette a casa. E il Comune, che detiene comunque una quota in questa società, potrebbe almeno cercare di impedire i distacchi che si stanno susseguendo. Perciò chiediamo che questi beni essenziali, in quanto diritto di ogni persona, siano pubblici, con una gestione diversa dalle logiche privatistiche. Anche alla luce del risultato del referendum, a cui purtroppo non è seguita una legge di attuazione, in cui il 96% dei votanti si è espresso a favore dell’acqua pubblica. Abbiamo cercato di avere un incontro con qualche dirigente di Acque spa, ma ad ora non siamo riusciti a parlare con nessuno, nonostante la promessa che ci avrebbero ricontattati».

Il presidio di ieri cade a più di un mese da quello organizzato a inizio marzo di fronte alla Società della salute per denunciare la vicenda del signor Fausto, pensionato residente a Pisa insieme a due persone con disabilità, a cui erano stati staccati gas e acqua a causa di un debito pregresso di 2.400 euro. E nella stessa situazione si trovano anche altri nuclei familiari: diversi si sono recati allo sportello dell’Usb, ma il numero, fa sapere la sigla sindacale, è ancora da definire.

Finalmente, «dopo un mese e 4 giorni (contati a uno a uno)», racconta Fausto, «mi sono state riattivate le utenze. All’inizio sembrava che non ci si potesse fare niente. Mi è toccato fare qualcosa di eclatante per poter essere ascoltato. Poi, dopo tutte queste proteste, siamo riusciti a trovare un compromesso nel saldo di un debito conteggiato a partire dai 5 anni precedenti, nonostante la disoccupazione. Però – sottolinea – se uno non avesse saputo a chi rivolgersi, sarebbe rimasto nella stessa situazione. Se non si ha alle spalle un’istituzione, si rischia di essere discriminati. Nei giorni scorsi è come se fossi tornato indietro di 60 anni, a quando ero bambino e ci si lavava con il catino e l’acqua da scaldare». Solidarietà anche da parte di Potere al Popolo: «Il sindacato di base – spiega Mauro Solida, della sezione pisana – è stato l’unico che ha cercato di dare conforto alle famiglie più in difficoltà. Anche a livello di politica nazionale, con le riaperture programmate, a restare fuori sono proprie le fasce più deboli». —
 

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