Sicurezza
Pisa, tutti al mare (finalmente): dal 15 maggio gli stabilimenti del litorale sono pronti
Da Tirrenia a Calambrone c’è entusiasmo tra gli operatori. Arrivano le prenotazioni, torna di moda la vacanza vicino a casa
TIRRENIA. Ora la data c’è, il 15 maggio riapriranno gli stabilimenti e il litorale è pronto. Quest’anno infatti, i lavori di manutenzione non si sono mai fermati e arrivati a questo punto, l’unica cosa che mancava per ripartire era solo una data certa.
L’attesa è finita e sale l’entusiasmo come ci dice Diva Giannelli, titolare del bagno “La Siesta” a Calambrone. «Siamo entusiasti, pronti e consapevoli – esordisce Giannelli – perché quest’anno conosciamo tutte le normative e sulla base dei protocolli dello scorso anno sappiamo anche come organizzarci. Stiamo allestendo la spiaggia come lo scorso anno e per il 15 maggio saremo pronti. Devo dire che da quando è stata annunciata la data di riapertura della stagione balneare, sono cominciate a fioccare le prenotazioni anche per il nostro resort. Averlo fatto con quasi un mese d’anticipo è stato positivo perché ci è stata data la possibilità di cominciare a riprogettare il futuro». Un futuro che ci riporta un po’ indietro nel tempo, a quando le vacanze si facevano vicino a casa, come ha sottolineato la titolare del bagno “Alma” di Tirrenia Elisabetta Giurlani. «Le prenotazioni stanno arrivando anche perché – afferma Giurlani – il timore di viaggiare e anche di non sapere nemmeno come e quando sarà possibile, spinge le persone a non allontanarsi troppo da dove vivono. Noi di solito aprivamo il 1° maggio e quindi la spiaggia è già in ordine, stiamo aspettando solo il via libera perché abbiamo rimontato la spiaggia seguendo le misure dello scorso anno e gli stessi protocolli. Certo, ci sarebbe piaciuto poter tornare alla nostra pianta storica, ma in questa situazione l’importante è tornare al mare e riacquisire un po’ di serenità. Noi che viviamo in un posto come questo, circondati dal verde e dal mare – sottolinea la titolare – siamo fortunati, chi vive in città in una situazione come quella che ormai viviamo da tempo non lo è altrettanto».
Però c’è anche chi non è proprio sicuro che vengano mantenuti gli stessi protocolli dello scorso anno e tra questi c’è Sergio Sighieri, titolare del bagno “Tirrenia” a Tirrenia. «Noi siamo pronti – afferma subito Sighieri – quest’inverno abbiamo fatto tanti lavori, però bisogna vedere se manterranno veramente gli stessi protocolli dello scorso anno. Ad esempio, sembra che gli spazi d’acqua in piscina che l’anno scorso erano stati fissati a 7 metri quadri per ciascuno, ora siano passati a 10. Forse ci sarà qualche restrizione in più che allenteranno più avanti, però l’anno scorso negli stabilimenti del litorale, almeno, non si sono verificati problemi di alcun genere e quest’anno abbiamo anche il vantaggio che conosciamo meglio il Covid e in più, sta andando avanti il piano vaccinale. Mettendo insieme tutti questi elementi l’effetto è che le prenotazioni stanno andando bene e si sente che c’è voglia di mare».
Anche se non c’è ancora la certezza, secondo il presidente del Sib Confcommercio Pisa Fabrizio Fontani, sembra che l’indicazione sia quella di adottare i protocolli dello scorso anno. «Noi abbiamo chiesto che vengano mantenuti gli stessi protocolli – afferma Fontani – in modo da partire con una conoscenza delle norme e con la consueta responsabilità da parte di tutti. Noi siamo pronti comunque». Sì, c’è soddisfazione per il fatto che sia già stata fissata una data per la riapertura della stagione ma c’è anche chi, in questo modo di procedere nota delle incongruenze. È Alessandro Cordoni, titolare del bagno “Vittoria” a Marina e presidente di Confesercenti Litorale. «Il 15 maggio può andare bene – sostiene Cordoni – ma non si capisce perché i ristoranti e i bar possano già aprire dal 26 aprile all’aperto e noi no. C’è un’incongruenza tra settori che operano all’aperto come il nostro e queste altre attività. Da operatori quello che ci preoccupa è come gestire le frotte di persone che si riverseranno sulla spiaggia in due giorni “caldi” come il 25 aprile e il 1°maggio. Se fossimo stati aperti, l’avremmo gestita meglio». —
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