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Colpita al volto antagonista del Newroz: sarà operata

Colpita al volto antagonista del Newroz: sarà operata

Il ferimento sabato sera durante gli scontri con la polizia in Val di Susa Accuse agli agenti: lanciati razzi ad altezza uomo. Questura: episodio da capire

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pisa. Un’attivista del centro sociale Newroz di via Garibaldi è rimasta ferita in modo serio a un occhio nel corso degli scontri in Val di Susa con i manifestanti schierati contro il progetto dell’Alta Velocità.

Si chiama Giovanna Saraceno, 36 anni, fin dall’inizio dalla parte dei contrari all’opera ferroviaria, la militante dell’area antagonista pisana ricoverata all’ospedale delle Molinette a Torino con una prognosi di 25 giorni per trauma cranico e lesioni. Nei prossimi giorni sarà operata per ridurre le fratture al volto.

A causa delle sue battaglie con i centri sociali a carico della donna, che è incensurata, risultano diverse annotazioni da parte della Digos per episodi riconducibili a resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio, interruzione di pubblico servizio, violenza privata e danneggiamento.

Le prime voci attribuivano il ferimento avvenuto sabato sera al lancio di un lacrimogeno da parte della polizia. La questura torinese ha smentito nel corso della giornata di ieri questa ipotesi parlando di corpo contundente dall’origine sconosciuta.

«Sono ancora da accertare le modalità del ferimento della attivista No Tav, avvenuto ieri sera nella piana di San Didero (Torino) nei pressi dell’area del cantiere per il nuovo autoporto». È quanto trapela da ambienti investigativi, che sottolineano come il lancio dei lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine, individuato come causa delle lesioni dal movimento No Tav, sia avvenuto da «grande distanza». Le forze dell’ordine «hanno lanciato lacrimogeni e utilizzato mezzi idranti per mantenere a distanza i facinorosi che si sono barricati lungo la recinzione della linea ferroviaria, bloccando la circolazione del traffico per circa un'ora. Nessun contatto diretto tra manifestanti e reparti inquadrati» spiegano in questura.

Dopo i disordini di sabato sera, i No Tav ieri hanno convocato una conferenza stampa per spiegare i fatti nel corso dei quali l’attivista pisana si è fratturata un’orbita rimediando due traumi cerebrali. Secondo il movimento No Tav «le forze dell’ordine hanno avuto una reazione spropositata a un atto di solidarietà del Movimento, scatenando un fitto lancio di lacrimogeni ad altezza uomo colpendo una ragazza in pieno volto. Questa generosa donna è una valsusina acquisita fin dagli albori del Movimento No Tav. Infatti, è sempre stata presente dal 2005 in poi con sua figlia, ha anche vissuto in Valsusa per qualche tempo e in ogni occasione possibile è sempre pronta a sostenere la lotta No Tav. Ha inoltre subito pressioni da un’operatrice nonostante lo stato fortemente provato per le lesioni subite e l’estrema situazione di fragilità, colpevolizzandola per il fatto di essere stata ferita nell’ambito di una iniziativa del movimento No Tav violando quel patto di sicurezza e protezione che si dovrebbero trovare in una condizione normale nel momento in cui si varcano le porte dell’ospedale. Troviamo inaccettabile questo comportamento così come troviamo inaccettabile la scelta di violenza praticata e perpetrata dalle forze dell’ordine ogni volta che la popolazione valsusina decide di opporsi ai cantieri dell’alta velocità». —

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di Redazione web