Il dolore
«Vogliamo comunque una Casa della salute pubblica a San Giuliano»
san giuliano terme. Indipendentemente dalla nascita del maxi polo socio-sanitario privato (il cui cantiere è in piena lavorazione) nella zona a sud di San Giuliano, si torna a chiedere con forza la realizzazione di una Casa della salute pubblica nel territorio a nord di Pisa, in vista della quale si rileva l’esigenza di aprire un confronto pubblico, chiaro e trasparente fra tutti i soggetti interessati, a partire dalle istituzioni locali.
«Un’idea – sostiene il coordinamento pisano di Sinistra Civica Ecologista – che ha le sue basi nella delibera della Regione Toscana del 22 giugno del 2020 e trova una forte motivazione nella necessità, da tutti riconosciuta dopo l’esplosione della pandemia, di rilanciare i servizi di prevenzione e di tutela della salute sul territorio, in coerenza con l’obiettivo di tenere in piedi un sistema sanitario pubblico universalistico».
Sinistra Civica Ecologista si schiera ovviamente in difesa del suo esponente, il dottor Paolo Malacarne, che l’altro giorno in un post su Facebook aveva messo in evidenza la confusione distorsiva ingenerata dall’uso della definizione “Casa della salute” per il polo socio-sanitario in costruzione, che fa pensare ad una struttura pubblica quando in realtà si tratta di una struttura privata. «Su questo aspetto, quello del recupero di un ruolo forte e diffuso del sistema pubblico in materia di tutela della salute, si gioca – continuano da Sinistra Civica Ecologista – la credibilità della svolta sul piano delle priorità e dei finanziamenti dopo la lunga fase dei tagli alla spesa socio-sanitaria. Non c’è niente di male a riconoscere che proprio in ragione della riduzione alle risorse disponibili si è sviluppata nel tempo in Toscana, con lo sviluppo del terzo settore, una notevole quantità di iniziative di assistenza socio-sanitaria, come le Rsa affidate al privato-sociale. Una supplenza convenzionata, certamente regolata e programmata dal pubblico, che non intendiamo demonizzare. Ma è una cosa ben diversa dalla “Casa della salute”, che muove dai bisogni di salute e di cura di un territorio e si fonda sull’integrazione dei servizi e sulla collaborazione con e tra i medici di medicina generale».
Secondo “Sinistra unita per un’altra San Giuliano” (componente di maggioranza in Comune), il nuovo polo integrato della salute non va visto come una minaccia ma trasformato in opportunità per dare una risposta integrata alle richieste di salute del territorio.
«Al di là del nome del Consorzio – affermano da “Sinistra unita” – nel nuovo polo integrato per la salute non è prevista la Casa della salute. Il percorso che ha portato alla nascita di quella struttura parte nel lontano 2012. È innegabile che in questi anni abbiamo assistito alla desertificazione dei servizi socio-sanitari a cui però non è corrisposta una diminuzione dei bisogni dei cittadini che, anche a seguito della pandemia, hanno la necessità di essere rimodulati, potenziati e soprattutto valorizzati. Il polo che sta nascendo è figlio di quella fase politica in cui il privato si è sostituito al pubblico e il fatto che questo abbia un vocazione no profit è stato in parte la salvezza del sistema toscano rispetto a quello di altre regioni». –
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