Il Tirreno

Pisa

L’inchiesta nata su una denuncia dei colleghi 

Era finito nei guai già in passato il dipendente portato in carcere

P.B.
Era finito nei guai già in passato il dipendente portato in carcere

2 MINUTI DI LETTURA





pisa. Non ci sono al momento altri indagati nell’inchiesta che ha portato al Don Bosco un funzionario del ministero della Giustizia.

Il procuratore capo Alessandro Crini ha sottolineato lo spirito di collaborazione dell’Unep al cui interno è nato il sospetto, poi diventato denuncia, sull’attività del dottor Antonio Meloni.

L’indagine nasce da un whistleblowing interno (segnalazioni di illeciti), nell’ottobre 2020, da parte di alcuni dipendenti e colleghi del funzionario che, a seguito di alcune verifiche interne, avevano riscontrato alcune anomalie.

I colleghi dell’ufficio, a seguito di alcuni controlli, avevano appurato che nell’ambito di alcune procedure esecutive mobiliari e in alcune procedure di sfratto risultavano in numero superiore rispetto a quelle effettivamente svolte.

Gli ulteriori approfondimenti svolti hanno consentito di individuare altri “fascicoli anomali” nell’ambito dei quali compariva sempre lo stesso ufficiale giudiziario come incaricato. Emersi i sospetti, i due dipendenti hanno predisposto una segnalazione al Tribunale, che ha poi trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica. È stato l’inizio dell’inchiesta che ieri ha visto l’arresto del funzionario a carico del quale, al momento è stato notificato anche un decreto di sequestro per equivalente di importo pari alla somma di 26mila euro. Il provvedimento è stato eseguito nelle banche dove sono stati trovati i conti correnti riconducibili all’ufficiale giudiziario.

Ieri mattina in Tribunale quando si è diffusa la notizia dell’arresto di un funzionario dell’Unep più di un avvocato ha pronunciato senza indugio il nome di Meloni.

«La polizia giudiziaria è venuta nel mio studio per chiedermi i verbali di un pignoramento istruito da lui» è stato il ritornello tra i legali.

In passato, al tempo della pretura di Pontedera, il funzionario aveva avuto un inciampo simile a quello definito con le manette nell’inchiesta della polizia. Niente di paragonabile al meccanismo svelato dalla Procura. Ma un segnale che con il senno di poi ha mostrato quanto certe inclinazioni possano riaffiorare nel corso degli anni. Oscuro al momento il movente all’origine delle operazioni di Meloni. —

P.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web