Proteste
«Piazza Viviani, il progetto è da ripensare»
L’associazione Luap: l’ipotesi proposta dal Comune non favorisce l’attrattività del luogo e il suo pieno utilizzo
Donatella Lascar
MARINA DI PISA. «La riqualificazione di piazza Viviani è una delle impellenti necessità di Marina e un’occasione importante per la qualità della vita del quartiere». A sostenerlo è il Luap (Laboratorio Urbanistico e Architettonico Partecipato) in una nota. Oggi piazza Viviani è più che altro uno slargo abbandonato adibito a parcheggio e un luogo per sporadiche attività ludiche nel periodo estivo.
Secondo quanto ricostruito dal Luap, il progetto di riqualificazione proposto dall’amministrazione divide l’area in due zone: una a est, dove è previsto un parcheggio, e l’altra ad ovest, di forma rettangolare, con vialetti alberati (uno dei quali va da nord a sud e l’altro invece, in asse con via Daiberto, forma un cannocchiale visivo sulla chiesa). Spostata verso nord una piazza (forse coperta, forse no) per manifestazioni e mercati. «È nostra convinzione – scrive il Luap – che se questo progetto fosse realizzato così non porterebbe un reale vantaggio a Marina. Al di là degli alberi e di una zona pavimentata, niente è previsto perché questo spazio possa acquistare quell’attrattiva tale da favorire l’incontro e l’aggregazione che ogni piazza degna di questo nome deve avere».
Per l’associazione sarebbe invece necessario «creare uno spazio attrattivo per l’offerta di eventi culturali, sociali e di servizi pubblici. Una struttura dove al suo interno si trovino funzioni e attività d’interesse collettivo e commerciale capaci di attrarre e accogliere la gente tutto l’anno. Una struttura con spazi polivalenti per manifestazioni sia al chiuso che all’aperto, servizi, bar ristorante e spazi-mostra permanenti». Secondo il Luap, «sarebbe doveroso riservare anche uno spazio dedicato a Viviani, così come uno spazio-accoglienza per i turisti che illustri le bellezze del territorio, la storia di Marina dal suo fondatore Ceccherini fino al poeta D’Annunzio e la bellezza delle ville liberty. La piazza dovrebbe anche integrarsi con le funzioni commerciali di via Maiorca, con l’area del porto e con il lungomare dove bisognerebbe recuperare spazi panoramici».
«Certamente – sottolinea il Luap – questa ipotesi ha un costo non paragonabile alla messa a dimora di alberi e panchine. Il Comune però potrebbe ricorrere al project financing. Una gara bandita sulla base di un progetto definito, aperta a investitori privati che mettono i capitali per la costruzione dell’opera in cambio della gestione per 50/60 anni convenzionata con il Comune. Pensiamo che non si debba più procedere con opere pubbliche che fanno solo immagine senza ricadute economiche per la collettività disperdendo così risorse pubbliche e trascurando invece opportunità». —
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