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Pisa-Londra, altri due respinti per il certificato sui tamponi

Libero Red Dolce
Pisa-Londra, altri due respinti per il certificato sui tamponi

Anche ieri problemi per i passeggeri, ma stavolta i viaggiatori erano preparati

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PISA. Il confine dell’isola britannica si allunga ancora una volta fino al check-in dell’aeroporto Galilei. Stavolta però, a differenza di domenica scorsa, i passeggeri rimasti a terra per il volo Ryanair Pisa-Londra sono stati soltanto due su circa 160. Colpa delle rigide regole in ingresso del governo inglese, anche se la sette giorni fa erano stati respinti in venti. Evidentemente l’informazione ha circolato e la gran parte dei viaggiatori si sono fatti trovare preparati.

Delusi e arrabbiati, i due respinti hanno dovuto fare marcia indietro, perdendo il volo. Le loro spiegazioni, i tentativi d’insistere, non sono andati a buon fine.

Respinti ai check-in per la mancanza di un certificato di "garanzia" dei test rapidi antigenici effettuati che non solo domenica scorsa aveva impedito a un gruppo di passeggeri di imbarcarsi, ma aveva anche costretto gli addetti dell’aeroporto pisano a lunghi e approfonditi controlli con slittamento del volo di almeno un’ora. Ieri invece quasi tutti i passeggeri erano in regola e di rallentamenti non ce ne sono stati.

Per atterrare in terra inglese, il governo londinese chiede ai viaggiatori di presentare all’aeroporto di partenza il risultato negativo di un test Covid-19 effettuato nei tre giorni precedenti a quello d’imbarco, compilare un formulario online e osservare un periodo d’isolamento cautelare di almeno dieci giorni.

Regole applicate da quasi tutti i Paesi europei, alle quali la Gran Bretagna ha aggiunto l’obbligo di effettuare due test Covid-19 in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di quarantena preventiva, esami che devono essere prenotati e pagati prima dell’ingresso nel Paese (al costo di 210 sterline), la cui ricevuta deve essere presentata durante i controlli nell’aeroporto di partenza. Senza ricevuta niente posto a sedere in aereo. E niente Inghilterra. È così infatti è stato per ieri i due viaggiatori dimentichi della regola.

Se il viaggiatore ha effettuato un test rapido antigenico, non basta presentare la certificazione dell’esito negativo, ma occorre accompagnare il risultato da un ulteriore documento (in lingua inglese, francese o spagnola) rilasciato dal laboratorio dov’è stato effettuato l’esame che attesti alcuni requisiti minimi del tampone eseguito, sulla base degli standard dell’Oms. Certificazioni che non tutti i laboratori sono in grado di produrre o spesso non richieste da chi si sottopone all’esame.

I controlli sono stati gli stessi, con il certificato di attendibilità per i tamponi rapidi richiesto a tutti i passeggeri presenti. Con una maggioranza di essi pronta a esibirlo, però, tutta la procedura si è svolta con più velocità e serenità. Lo stesso non possono dire i due rimasti a terra. —
 

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