Il Tirreno

Pisa

la storia 

L’edificazione risale agli inizi del Duecento

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PISA. Il toponimo Fossabandi, ora diventato “Fossabanda”, trae origine da un canale di drenaggio delle acque dell’area paludosa esistente nel medioevo nell’area nord-orientale a ridosso della città. Il fossato, attestato del 1034, prendeva il nome dal suo committente, tale Bando, che lo aveva commissionato per rendere più salubre la zona.

È in questo contesto che compare il complesso di Santa Croce, dove nel 1238 troviamo stanziate le monache domenicane.

Nel corso del XIV secolo le monache di Santa Croce ristrutturarono tutto il complesso affidandone l’esecuzione a Bartolomeo da Cantone, priore del convento di Santa Caterina di Pisa, anche se a partire dal 1332 le Domenicane si cominciarono a trasferire nella chiesa di San Silvestro e nelle abitazioni contigue, continuando ad utilizzare Santa Croce come luogo di ritiro sino agli inizi del XV secolo.

Nel 1426 il complesso passò ai Minori Osservanti che lo ristrutturarono. Alla chiesa, sormontata in facciata da un timpano, venne addossato un portico con colonne e capitelli quattrocenteschi. Al lato meridionale della chiesa venne affiancato un chiostro, edificato in più fasi, sino a raggiungere una struttura a quadriportico, con loggiato al primo piano.

Le strutture claustrali sono state destinate alla ricezione alberghiera, ma poi l’impresa è stata chiusa e da anni il complesso non è più utilizzato. —

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